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24 dicembre 2008

26 ottobre 2008

Still Life


(via Giavasan)

Questo cortometraggio di Jon Knautz e scritto da Charles Johnston mostra con straordinaria chiarezza la superiorità delle buone idee rispetto al budget.
Qui trovate qualche notizia in più sul corto.

14 giugno 2008

Tutto quello che non avreste voluto sapere

L'attuale scarsa produzione di post, credo si sia capito, è dovuta alle incombenze del mio dottorato di ricerca. Ciò naturalmente non mi impedisce di perdere tempo comunque, dedicandolo alle mie passioni. Segue quindi un elenco, più o meno dettagliato, di argomenti su cui mi sarebbe piaciuto scrivere (e non è detto che non lo faccia).

CINEMA

Gomorra
: la visione del quale è fortemente consigliata. Ma solo se non avete voglia di pacificazione.

Il Divo: la cui visione è consigliata caldamente, fortemente, sempremente, qualunquemente, infattamente. Di qualunque cosa abbiate voglia.
L'ho mica detto che vi consiglio Il Divo? L'ho mica detto che Paolo Sorrentino è un genio e anche i suoi tre precedenti film vanno visti?

La ragazza del lago: altro film con Toni Servillo protagonista (come i due sopra). Direbbero quelli seri: uno di quei gialli come se ne facevano una volta, dove l'indagine è più dell'animo umano che della scena del crimine; e gli indizi sono nascosti nell'intimità collettiva di una comunità e non nelle tracce di dna lasciate sul corpo della vittima dall'assassino. Se quelli seri vi infastidiscono, vedetelo lo stesso perchè è un altro bel film italiano.

Be kind rewind: dopo la corsa disperata per arrivare al cinema in tempo per il primo spettacolo, le speranze mie e di colei che come sesto compito ha quello di rinfacciarmi, giustamente, le corse disperate per arrivare al cinema in tempo (qualunque sia lo spettacolo) di vedere il nuovo film di Gondry vengono ghigliottinate da un bigliettaio giacobino. Per dovere di cronaca riporto il breve ma illuminante dialogo tra il suddetto bigliettaio e colei che come settimo compito ha quello di affrontare ogni tipo di esercente/commerciante/commesso al posto mio.
[dialogo]
-Due biglietti per Be kind rewind?
-Eeeeeh?- neanche gli abbia aperto gli occhi sul vero, e antichissimo, mestiere della sua genitrice.
-Due biglietti per Biii--kaaaaiiiiind--riiiiuuuuaaaind?
-Non lo facciamo più.
-Ma sul sito Internet...
-Su Internet hanno sbagliato...
A questo punto deve averci visto particolarmente affranti, quel tipo di male di vivere da meriggiare pallido e assorto (cit.), perchè si lancia in un goffo ma ammirevole tentativo consolatorio:
-Magari quest'estate, all'arena...
Forse ha ragione. E ribattergli che i bookmakers londinesi quotano la mia presenza a Catania durante l'estate mille a uno non sarebbe gentile, no? E the kindness of strangers va sempre riverita, no?
[/dialogo]

Morale della favola, vi consiglio di vedere un film che non ho visto (Abulafia2, il secondo ma da due anni non scrivente tenutario di questo blog, però l'ha fatto ed era entusiasta) perchè ilregista di Eternal Sunshine of the se mi lasci ti spotless cancello mind si ama senza se e senza ma.

LIBRI
Gomorra: dopo il film avevo deciso che era giunto il tempo di leggere anche il libro. Poi A&C me l'hanno regalato in occasione del mio 'l'anno scorso ho fatto 30 quest'anno facciamo 31' compleanno. Ho letto soltanto i primi due capitoli, per ora. Leggendolo il film diventa ancora più impressionante. La sensazione è questa: Garrone (il regista) ha preso un libro in cui la realtà è mediata dal talento e dallo stile letterario di Saviano e l'ha steso al sole desertico dell'oggettività: il bello stile è evaporato, ed è rimasta la realtà, solida, grave e contundente. Bravissimi tutti e due.

Duma Key: lo dico una volta per tutte: Stephen King è un grandissimo narratore, uno dei migliori del nostro tempo. Il suo ultimo romanzo è bello. C'è l'orrore per chi è interessato solo a quello. C'è la solita, straordinaria, capacità di introspezione che mai nuoce alla scorrevolezza del racconto per chi vuole anche quello. Ci sono quasi 800 pagine di romanzo per chi cerca qualcosa da leggere nell'arco di tutta l'estate.

Underworld: lo dico una volta per tutte: questo è il libro più bello che ho mai provato a leggere e DeLillo è un re della letteratura. Che poi lo stia leggendo da più di un anno senza riuscire a finirlo non vi tragga in inganno.
Io non so quanto ci abbia messo lui a scriverlo ma è come se ogni parola l'avesse soppesata dal big bang in poi; tutto è al proprio posto e solo ad aprirlo si ha paura di introdurre una qualche imperfezione nel cosmo che è questo libro. E non posso leggerne più di poche pagine alla volta senza essere travolto dalla bellezza. E la bellezza, quella vera, è insostenibile.

MUSICA


Nick Cave: Domenica 1 Giugno 2008 sono stato a Roma per assistere al suo concerto al teatro Tendastrisce. Di quest'esperienza scriverò un resoconto in più parti, ma nel frattempo voi ascoltatelo. Non vi dico nemmeno il perchè. Ascoltatelo e basta (the kindness of strangers è il titolo di una sua canzone contenuta in Murder Ballads. Se vi ho convinto ad ascoltarlo, cominciate da questo.)

Technicolor Dreams: gli A toys Orchestra sono campani (come Sorrentino, Saviano,Garrone, Servillo: altro che mondezza) ma scrivono e cantano e suonano in Inglese. Dice: suonare in Inglese? Ma sei scemo? Sì sono scemo, ma stavolta ho ragione. Questo disco è uno di quelli con la capacità di disconnettere l'ascoltatore. L'ho ascoltato per la prima volta in auto, mentre cercavo di tornare da CT a CL. E completamente assorto nella musica ho visto sfilare alla mia destra l'uscita per l'autostrada. Col senso dell'orientamento che madre natura ha scordato di donarmi, rimettermi sulla retta via non è stato affatto facile.

Third: ci hanno messo 11 anni i Portishead a comporre il loro terzo album in studio. Visti gli splendidi risultati non c'è da biasimarli. Se non li conoscete sappiate però che nel regno dei Portishead la felicità è stata processata sommariamente e condannata ad un esilio permanente. Io vi ho avvertiti.

FISICA
Gaussian Effective Potential and Antiferromagnetism in the Hubbard Model: l'articolo che da troppo tempo devo finire di scrivere. Non vi voglio tediare con quello che in attesa di essere assunto come commesso in una libreria è il mio lavoro ma solo rendervi partecipi di quella che potremmo chiamare una coincidenza.
Chi più chi meno, tutti quelli che passano di qui frequentemente, leggono Baricco. Parlare del mio rapporto con i libri dello scrittore torinese mi porterebbe via troppo tempo e Abulafia2 mi aspetta che si deve tornare a casa entrambi.
Se escludiamo "Questa Storia" (che non sono riuscito a leggere, chissà perchè) ho amato tutti i suoi scritti, romanzi, barnum o reading che fossero.
E "City", nella sua disorganicità e frammentazione, è sempre stato uno dei miei preferiti. Quando è uscito io frequentavo già l'Università, facoltà di Fisica. Ma non potevo certo immaginare che molti anni dopo avrei trascorso il mio dottorato di ricerca ad occuparmi in qualche modo del modello di Hubbard in due dimensioni, che a quanto pare Gould aveva già risolto nella sua tesi di laurea (chi non ricorda rilegga le prime pagine del secondo capitolo). E questi cortocircuiti fortuiti tra vita e romanzi non smettono mai di divertirmi.

A presto, ma non troppo.

nota: il solito grazie a Wikipedia per la gentile concessione dell'immagine.

18 maggio 2008

Welcome to the Hotel C...

Lo guarda come si farebbe con un errore che non si vede l'ora di commettere. Con la stessa frenesia ne ha cercato - e trovato - le labbra poco prima. Dice:
- Qualunque cosa accada, non voglio perderti come amico.
Lui ha negli occhi l'esausta fissità di chi è conscio che gli sbagli, quelli veri, appartengono al loro passato: sommare l'unità ad una quantità infinita ha come risultato la quantità infinita stessa.
Sente la propria voce pronunciare:
- Ti prometto che non sarò mai tuo amico...Mai.
Per qualche secondo è il silenzio ad accompagnare il loro reciproco osservarsi. Un silenzio giallo,come le lenzuola, le pareti e la luce filtrata dai paralumi.
- Se ora scopiamo domani mi sentirò una merda - osserva lei. La voce bassa e incerta la fanno sembrare una supplica.
- A me sta bene - risponde lui con la gelida decisione di chi ha imparato, a proprie spese, a discernere tra suppliche e constatazioni.
Si baciano, pronti ad arrendersi, per una volta ancora, alla proverbiale cifra dell'essere umani.

*** *** *** ***


Quanto avete appena letto è il resoconto piuttosto personale della scena madre di "Hotel Chevalier", cortometraggio di Wes Anderson che costituisce una sorta di prologo del suo ultimo film The Darjeeling Limited (tradotto in Italiano come "Il treno per il Darjeeling", non fosse che Darjeeling è una città indiana e a nessuno provvisto non dico di licenza elementare ma di Diploma in telespettatore di Amici di Maria de Filippi verrebbe in mente di dire:oggi prendo il treno per il Trepalle).
Allo scorso Festival di Venezia corto e film sono stati proiettati uno dopo l'altro (il corto fece molto scalpore per la presenza in esso di un nudo integrale di Natalie Portman) ma poi si sparse la voce che Hotel Chevalier non sarebbe stato distribuito nelle sale. Per fortuna all'Ariston qui a Catania li hanno dati entrambi (ma spero sia così dappertutto). Se di fortuna si è trattato è stata ampiamente bilanciata dall'abbiocco, con annesso concerto in do minore per naso con adenoidi, del simpatico e sconosciuto cinefilo seduto alla mia sinistra. Sulle prime avrei voluto impalarlo con l'ombrello che teneva tra le gambe, per poi piazzarlo davanti allo schermo come monito a tutte le future generazione di dormiglioni da sala cinematografica (neanche colei che sedeva alla mia destra e che ha come quinto compito -il quarto compito non le riesce bene come gli altri - quello di arginare i miei rigurgiti di intolleranza al genere umano, sarebbe riuscita a impedirmelo). Poi mi sono reso conto che una scena come quella che stavo vivendo sarebbe proprio piaciuta a Wes Anderson, e allora ci ho riso su.
Andate a vederlo, quindi. Ma attenti a chi si siede vicino a voi.


nota: il cortometraggio potete comunque vederlo (in lingua originale) su questo sito. I sottotitoli io li ho trovati soltanto in Inglese, ma magari voi siete più fortunati.
Infine: l'immagine arriva dritta dal blog The Playlist.