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22 marzo 2010

Il piazzista in piazza


Ancora non si placa la polemica sul numero di partecipanti alla grande manifestazione in Piazza S. Giovanni organizzata dal PDL. E, mentre scrivo, sono ormai passate più di ventiquattro ore - ma se lo chiedete a Verdini, o a qualche altro esponente della maggioranza, potrebbe dirvi che di ore ne sono trascorse un milione.
Questo coreografico rimpallo di cifre, con Cicchitto che si scaglia contro la Questura di Roma e le sue stime (150.000 persone) mentre quest'ultima è costretta a usare un milione di confezioni di Anitra WC per ripulire i resti del Cicchitto scagliato, è abbastanza noioso, no? Certo, le foto di raffronto che circolano sono proprio impietose. Per dire: c'erano più invitati all'ultima festa di compleanno del mio carissimo amico Luigi Nonvicaco. Dal cognome si intuisce facilmente che Luigi non è un campione di socievolezza. Quello che non traspare affatto è che Luigi è il mio amichetto immaginario. E vota PDL. E' anche stato alla manifestazione, Luigi. Mi ha raccontato di essersi molto divertito, soprattutto nella parte in cui i manifestanti dovevano rispondere sì o no alle domande del Premier, del tipo:

"Volete voi che il Governo del fare riduca le tasse, i giorni di lavoro e il prezzo delle prestazioni sessuali a pagamento?"

"Volete voi che governi la sinistra con conseguente aumento delle tasse, della pressione arteriosa e l'introduzione dell'uso di cloni superdotati forniti di apposito preservativo in carta vetrata per sottoporvi ad approfondite rettoscopie?"


Non riesce proprio a spiegarsi, Luigi, come tutti abbiano saputo rispondere in modo corretto (anche se, mi ha rivelato, pare che alla seconda domanda qui sopra Formigoni abbia aspettato che rispondesse la Polverini per non sbagliare). Inoltre, non essendo stato battezzato, questa modalità di rito collettivo lo ha parecchio coinvolto e ci è rimasto un po' male che Berlusconi non abbia chiesto di rinunziare a Satana.

Ma, insomma, zero più zero meno (la riforma Gelmini per i programmi scolastici prevede che, per i numeri interi, lo zero non conti un cazzo sia quando è a destra che quando è a sinistra, eccezion fatta per chi ha conti bancari segreti in qualche paradiso fiscale, nel qual caso continueranno a valere le vecchie regole), la manifestazione è stata un successo. Cosa spinge in piazza una coalizione di governo? Avranno mica protestato contro sé stessi come succedeva nella scorsa, breve - ma chiedete a Verdini e vedrete che sarà capace di dirvi che l'ultimo governo Prodi è durato 15 anni - e tormentatissima legislatura? Ovviamente no; quelli erano fomentatori di astii e conflitti. E qui invece parliamo del partito dell'amore, quel sentimento stronzissimo e rinvigorente che ti tiene sveglio tutta la notte a scrivere cazzate (o ti fa organizzare festini a Palazzo Grazioli) ma che sempre, alla fine, vince sull'odio e sull'invidia - con grosso rammarico di Emilio Fede che sull'odio aveva puntato la sua buonuscita.
Il Popolo delle Libertà è stato convocato in piazza con motivazioni che suonano talmente nuove che in confronto dopodomani sembra ieri l'altro: i comunisti, i giudici comunisti e il diritto alla privacy e a non essere spiati dai giudici comunisti. Perché quei bastardi dei giudici, tra una telefonata a qualche chat line erotica in cui centralinisti/e leggono gemendo gli articoli della Costituzione e una per ordinare qualche bambino da asporto, hanno di nuovo intercettato il Presidente del Consiglio democraticamente e plebiscitariamente eletto dal popolo mentre consigliava a un membro dell'Agcom di far chiudere Annozero, Ballarò e Parla con me, di bruciare gli studi in cui venivano registrati e di spargere sale sulle macerie. Con amore, si intende. Ma è mai possibile che questo povero capo del governo non sia libero di comporre un numero di telefono a caso che poi risulta appartenere a un esponente, che dovrebbe essere indipendente - anche se prima lavorava per Mediaset -, di un organismo di controllo che dovrebbe essere super partes? E se un giorno il numero composto casualmente da Berlusconi dovesse essere il mio? E se fosse il vostro, miei uno (cioè il mio amico Luigi) lettori? Fate come faccio io: contattate il vostro trafficante d'organi brasiliano rigorosamente via email o via sms. Anche i manifestanti di Sabato 20 marzo sono stati contattai così. In realtà, sono stati inviati a strascico sms ed email anche a chi in Piazza San Giovanni non voleva proprio andarci. Peggio per loro, che alla privacy, evidentemente, non ci tengono.
C'è un'ultima cosa sulla quale vi inviterei a riflettere. A chiusura del comizio Berlusconi ha dichiarato che nei prossimi tre anni il suo governo sconfiggerà il cancro.
Perché un uomo che ha fatto delle leggi ad personam un feticcio erotico dovrebbe fare un proclama del genere?
Colui che secondo voi - brutti bolscevichi che a forza di usare la mano giudiziaria rimarrete ciechi - non smuove un dito se non per interessi personali, perché avrebbe detto questo?
Se fosse vero che il Cavaliere cerca di sconfiggere solo quei nemici che lo minacciano da vicinissimo, cosa lo avrebbe spinto a pronunciare quelle parole?
Rispondetevi da soli, ma fossi in voi non sarei troppo ottimista.

28 novembre 2009

Quest'ermo Colle

Dopo l'ennesima sfuriata di Berlusconi contro la magistratura, Napolitano torna a parlare auspicando uno stop alla spirale di polemiche che rovina il rapporto tra potere esecutivo e giudiziario. Evidentemente lo stop alla RU486 non bastava.

Prima del discorso Napolitano ha dato udienza a una delegazione dell'Anmil, l'Associazione nazionale dei mutilati ed invalidi del lavoro, in visita al Quirinale per rilasciare la tessera onoraria alla Costituzione.

La dichiarazione del presidente della Repubblica è avvenuta nella sala di rappresentanza del Colle con una procedura, sinora inedita: lo doppiava Berlusconi.

"Nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento". E anche per stavolta il taglio delle orecchie è scongiurato.

Il discorso del Presidente si chiude con un invito alla ricerca dei corretti equilibri tra politica e giustizia. Compito arduo per i giudici, che alla politica sono sempre stati sui coglioni.

2 novembre 2009

Tutti i corvi sono neri

La cronologia degli eventi potete guardarla con i vostri occhi e ascoltarla con le vostre orecchie cliccando sul simbolo play qui accanto (la ricostruzione è stata fatta da Antonello Piroso nella puntata di NdP andata in onda su La7 ieri sera).
Una delle foto, scattate dalla famiglia dopo l'autopsia e non mostrate dalle televisioni nazionali per un improvviso conato di riguardo nei confronti della nostra sensibilità potete ammirarla alla vostra sinistra. Per farla breve, Stefano Cucchi viene arrestato in condizioni di salute normali alle 23.30 del 15 Ottobre 2009 e sette giorni dopo è in un obitorio.
Oggettivamente la vicenda è poco chiara, ma una raggio di luce ci viene regalato dal Ministro della Difesa, al secolo Ignazio La Russa - già parlamentare della Repubblica Italiana, già stimato membro di Alleanza Nazionale, già indimenticata controfigura di Satana nelle scene più pericolose della sua forutunata carriera cinematografica.
Quello che è successo non sono però in grado di dirlo perché si tratta di una competenza assolutamente estranea al ministero della Difesa. Quindi non ho strumenti per accertare, ma di una cosa sono certo: del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione
.
Proviamo ad avventurarci nei meandri dei processi mentali del Ministro, equipaggiati di un adeguato completo per la pressurizzazione in modo da poter sopravvivere nel vuoto; frase per frase vediamo di esplicitare i pensieri che si nascondono dietro le parole.
Quello che è successo non sono però in grado di dirlo perché si tratta di una competenza assolutamente estranea al ministero della Difesa: Ma che minchia vogliono questi da me? Ma non lo sanno che il Ministro dell'Attac...ehm...Difesa, Ignazio, devi dire Difes...Ho i miei cazzi, io; con l'Afghanistan, i Talebani di merda e i nostri valorosi ragazzi che tornano in valorose casse da morto. Quasi quasi scarico il barile. Dico di andare da Maroni così me li tolgo dalle palle. Li mando a rompere i maroni a Maroni che mi sta sui maroni.Questa è bella, me la segno...non ridere Ignazio, non ridere.

Quindi non ho strumenti per accertare: ma forse è meglio che sto zitto. Poi Maroni è sempre un collega anche se è leghista. Va beh, ora dico no comment così faccio vedere che so il latino. Un momento...Cos'è questa voce? Chi parla? Ma cosa? Certo Duce: Dio, Patria, Famiglia. Va bene, ma ora scenda giù da quel balcone che è pericoloso.

ma di una cosa sono certo: del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione: contento Duce?

Ma anche volendo ammettere che la certezza del comportamento corretto da parte dei carabinieri che il Ministro ha sia dovuto a un'estrapolazione per induzione (la stessa che fa dire a chi ha visto solo corvi neri che tutti i corvi sono neri) vorrei ricordargli la Scuola Diaz. La caserma di Bolzaneto. Federico Aldrovandi. I più recenti corvi non neri della storia delle forze armate italiane.

A meno che la correttezza di cui parla non si riferisca al fatto che l'autopsia sul corpo di Stefano Cucchi non ha evidenziato colpi sotto la cintura.

16 ottobre 2009

Grandi opere

Con la solita complicità del mio mago di fotosciòppe preferito, ecco un innocuo divertissment a riguardo dei roboanti annunci sull'inizio dei lavori per il Ponte sullo Stretto di Messina.
E, finalmente, anche la Sicilia - con le sue strade pronte ad allagarsi al sopraggiungere di una pioggerellina estiva, le autostrade perennemente interrotte da lavori in corso, le reti ferroviarie a binario unico, quelle idriche in grado di disperdere più acqua di quanta ne distribuiscano etc. etc.- sarà italiana al cento per cento (parola di Premier): non più solo inadeguata ma anche adornata di luccicante inutilità.


23 giugno 2009

A rischio di astensione

L'astensione elettorale e quella sociale. Questo e poco altro nel mio secondo post per Caltanissetta Blog: La memoria del corpo. Tra l'altro, di quella politica parleremo più dettagliatamente su questi familiari lidi.

21 ottobre 2008

lo zen e l'arte del dissenso

Aggiornamento: un pò di materiale per approfondire il tema del post su indymedia and references therein.

Salve a tutti.

Sento, intanto, il dovere di esprimere il mio dispiacere per l'essermi unito in ritardo alla discussione sulle azioni da intraprendere per mostrare il nostro dissenso rispetto a una riforma che, come dice bene la petizione che in questi giorni stiamo firmando on line, promette "di portare al collasso il sistema pubblico della ricerca e dell'università".

Gli impegni di queste ultime settimane per passare dallo status di dottorando a quello di precario vero e proprio (a questo si sono ridotte le nostre aspirazioni) mi hanno anche impedito di partecipare alle assemblee e quindi non ho ancora ben chiari i motivi che ci hanno fatto decidere di non scendere in piazza a manifestare come si sta facendo nel resto d'Italia ( manifestazioni) e optare per una raccolta di firme on line.

Cio' che però mi appare evidente è che in tal modo L'Universita' di Catania sembra essere una zona di immobilità in un Universo in subbuglio. Il rischio serio che la nostra iniziativa corre è quello di passare del tutto sotto silenzio.

E allora viene da chiedersi: qual è il confine tra il silenzio e l'assenso? Continuando ad agire così da quale parte di quel confine ci stiamo posizionando?

La mia risposta a queste domande è stata quella di inviare sia alla rubrica Netmonitor di Repubblica (che in questi giorni si sta occupando delle varie forme di protesta alla riforma; di seguito il link:Netmonitor) che al magazine online step1 (step1) la richiesta di pubblicare un link alla nostra petizione. Per raggiungere un minimo di visibilità in attesa che si passi a qualcosa di più concreto.

Convinto, come sono, che una protesta che non giunga alle orecchie del destinatario faccia lo stesso rumore di una mano sola che applaude: nessuno.

Saluti,

Luca Marotta.

nota: questa è la email da me inviata al gruppo dei non strutturati dell'Università di Catania chiedendo, spero non troppo velatamente, di scendere in piazza a manifestare contro la riforma della Pubblica Istruzione decisa da Tremonti e Brunetta ma che passerà alla storia come riforma Gelmini. Intanto sulla sinistra trovate il banner per firmare la petizione on line, legittima ma a mio avviso inefficace, di cui parlo nella email; se vi va cliccate e lasciate il vostro nome. Grazie a tutti, anticipatamente.

29 settembre 2008

Altius Volitant
parte II

Alla fine, in effetti, Alitalia è rimasta italiana. Ci hai pensato CAI, e questa sigla che fa tanto guaito di cane bastonato non inganni: si tratta di un piccolo ma intrepido esercito di imprenditori che ha lasciato i debiti allo Stato e ha rilevato, praticamente gratis, solo la parte in attivo. Quanto sarebbe orgoglioso di loro Henry Ford.

In parole povere l'accordo fa schifo in senso assoluto, cioè come fa schifo pensare che Maria De Filippi e Maurizio Costanzo possano davvero averci provato a riprodurre pag. 20 del KamaSutra.
Se poi lo si vede in relazione al piano proposto qualche mese fa da Airfrance, allora viene proprio da piangere come qualunque donna della mia generazione piange ogni volta che in TV ridanno Dirty Dancing.

E in tutto questo, riecco Veltroni.
Chi?
Ma dai, Veltroni! Quello che ti piaceva tanto quando parlava di cinema, ti ricordi? Quello che ti incazzavi quando gli altri rompevano le palle con la storia del buonismo. Quello che lo dicevi sempre: "Appena si decidono a mettere tutto nelle sue mani, gli facciamo un culo così a quegli altri". Quello che eri pronto a scommettere sulla sua intelligenza.
Ah! Ma tu dici il presidente del consiglio ombra? Quello che 'sta storia dell'ombra l'ha presa così seriamente da non farsi più vedere in giro? Il rimanda-manifestazioni-di-piazza-ad-Ottobre? L'uomo che ha in comune con G. W. Bush il record come essere deambulante con l'elettroencefalogramma più piatto del mondo?
Sì, quello.
Quel Veltroni, dopo aver visto, senza emettere suono, cose che noi umani purtroppo immaginavamo, seduto sulla poltroncina di Porta a Porta cerca di convincere gli italiani che il merito di quell'accordo scandaloso è suo. Non di dare la colpa di tutto all'attuale Governo. Ma di prendersi un merito invisibile ai più. Un merito ombra.

Allora non ti dai pace. Cerchi di capire. Fai quasi come il Dr. House e scrivi sulla lavagna bianca i sintomi nel tentativo di trovare una malattia che li spieghi tutti.
E proprio quando stai per rinunciare, demotivato e ridimensionato nella fiducia rispetto alle tua capacità analitica, la soluzione ti acceca: più del lampadario acceso a tradimento da tuo padre quando ti svegliava alle 7.30 perchè dovevi andare a scuola; più del sole quella mattina che la colomba ha scambiato la tua chioma fresca di shampoo per un monumento; più di quella supernova quando dall'oblo della Cuore d'Oro...(ok, qui ho esagerato).

Come sempre accade, la risposta è semplice: Veltroni, qualche anno fa, deve aver rubato un motorino.
E non un motorino qualunque.
Il motorino era quello di Alex Drastico.
E di tutte le maledizione lanciategli a lui è arrivata quella che nel filmato trovate tra i 2'27'' e 2'35''.
Ascoltate (anche tutto, eh, che si ride di gusto) e ditemi se non ho ragione.

Altius Volitant
parte I


AVVISO PARENTALE: quanto segue è stato scritto utilizzando un linguaggio esplicito ed è vivamente sconsigliato procedere con la lettura. L'autore, disgustato da se stesso, si è già autodenunciato, autoarrestato, autoincarcerato, autogiudicato e autocondannato alla visione per un'intera settimana di Porta a Porta.

Ve la ricordate questa scena? Eravate anche voi in quello stato di lieve euforia causato dalla consapevolezza che difficilmente vi sarebbe ricapitato, almeno in questa vita, di gridare TESTA DI MINCHIA a qualcuno con quella schiacciante percentuale di ragione?

Se la risposta a entrambe queste domande è sì, allora è probabile che non abbiate avuto bisogno di aspettare la confessione di Materazzi per sapere con quali parole fosse riuscito a ottenere la reazione di Zidane: una qualunque frase che si trovasse in un intorno ε, con ε piccolo a piacere, di questa:
Sono quasi centoventi minuti che corri e non sei ancora riuscito a sudare quanto ho fatto sudare ieri sera, in dieci minuti, quella zoccola di tua sorella.
Più o meno, insomma.

Le successive dichiarazioni rese al tribunale della FIFA (che Dio la benedifa) dai due giocatori hanno avvalorato questa sensazione collettiva.
Ma si sa: non sempre ciò che ci viene propinato dai media rispetta i canoni filosofici della verità.
La verità sarà anche là fuori ma non è che batta il marciapiede con giocosa spensieratezza (altrimenti potremmo identificarla con la sorella di Zidane; ma essendo, la verità, figlia unica ne consegue che l'ipotesi del marciapiede è errata).
E quindi?
Quindi, con i potenti mezzi messi a mia disposizione dall'allevamento clandestino di batteri allucinogeni di cui abbiamo già avuto modo di disquisire nei commenti qui, ecco una di quelle notizie che solo questo blog, dove l'informazione non è ancora condannata all'orrido silenzio imposto dai poteri forti - ma anche da quelli medi e, perchè no, quelli deboli, che quando si tratta di farsi tacitare l'informazione non fa alcuna discriminazione - potete trovare.

In quella serata di circa due anni fa, quando il cielo era blu sopra Berlino (mixare così impunemente i Pooh e Wim Wenders come ha fatto Marco Civoli richiede un allevamento di maiali nutriti con ghiande di acido lisergico. Mitico Civoli), questo fu ciò che Materazzi disse:
Col Cazzo che vi vendiamo Alitalia
.
E poi, non contento, aggiunse:
Perchè i nostri uccelli di ferro sono più lunghi e volano più alti dei vostri.

Proprio un profeta, il nostro difensore.
Ma col senno di poi - cioè di oggi -, quasi quasi io sto con Zizou.

7 agosto 2008

emmessenne

if we can't see now we might never see:
volevo scrivere qualcosa sulla meravigliosa astensione del PD nel voto sul conflitto di attribuzione per il caso di Eluana Englaro
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ma dopotutto che dovevano fare? tirare testa o croce su chi tra margherita e ds doveva spuntarla?
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in questo senso ho paura che le carte siano mischiate
if we can't see now we might never see:
che qualcuno della margherita avrebbe votato contro e qualche stronzo ds a favore
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mi pare ovvio
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più che altro il caso mi sembra interessante per due vicende
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non tanto per l'astensione in sé quanto per l'essere manifestazione evidente della doppiezza ipocrita della chiesa
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che si appella alla naturalità per avversare la fecondazione assistita
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e quando uno chiede che venga rispettata la natura staccando un fottuto sondino
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assecondata più che rispettata
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allora no
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già vero
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la macchina non si stacca
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chi se ne fotte della natura
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la vita è sacra
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e non solo
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in questo atteggiamento
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oltre che doppiezza vedo anche un orizzonte filosofico abbastanza misero a dispetto di quello che tutti ci vogliono far credere
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un attaccamento alla vita terrena che fa sospettare che non ci credano poi tanto a tutte quelle menate sul regno dei cieli
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già, è vero
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(o magari sono sicuri di finire all'inferno)
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quando una disciplina
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meglio restare ancorati alla pellaccia finché la si ha
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disprezzata ed etichettata come materialistica quale la fisica ha già la risposta
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la vita eterna ce la dà il primo pincipio della termodinamica
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eheheh
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e quel pò di energia libera che c'è nel corpo di un defunto passa al terreno
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e poi alle piante
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e poi ai frutti etc
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peccato che saremo solo particelle e radiazione senza nessun senso (grazie al secondo principio)
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e torna in circolo
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per la morte termica c'è ancora tempo
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intanto Eluana Englaro ritornerebbe a vivere
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ah in quel senso sì
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(che poi si sia tutti destinati ad una fine di merda è un'altra cosa)
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mi pare talmente enorme questa visione delle cose
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talmente onnicomprensiva
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eheh
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se consideri che il carbonio di cui siamo fatti viene dalle stelle
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ma questo nn lo dire ai preti che ti prendono per eretico in questioni dogmatiche
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e proprio questo è il punto
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da un lato una dottrina fideistica e antropocentrica
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già
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dall'altro un modello razionale e universale
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ma che cazzo
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è come la pubblicità di quello che ti offre due fustini al prezzo di uno
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grazie, li prendo
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ovviamente la gente sceglia la dottrina antropocentrica non c'è partita
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ecco, mi sfugge i perchè
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è un trauma per tutti non sentirsi al centro del mondo
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quell'altra mi pare persino più consolatoria
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può darsi
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è anche un passo necessario per la crescita, ma non tutti sono disposti a farlo
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forse è un trauma perché alla fine i mondo è vissuto in modo soggettivo e non oggettivo
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io credo di essere abbastanza egocentrico da poter sopravvivere al vortice di prospettiva totale
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quindi cambiare prospettiva è una cosa difficile e per molti non naturale
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ma l'idea di non essere io il perno non mi stupisce
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:D aahahhaha douglas adams aveva capito tutto
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DNA era un grande
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cazzo
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degli emo in tv
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aiutoooooooooooo
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già
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il cattolicesimo consola chi ha perso individualmente il centro del mondo, ridandoglielo come specie, e come pianeta
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sì cazzo!
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stacca
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potrebbe succederti come nel video di elio
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poi si materializzano
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ah dannato mondo della televisione commerciale
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e ciononostante comunque,
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mi sa che io vado a dormire s'è fatto tardi
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l'idea di essere parte dell'universo e non del solo pianeta terra mi sembra sempre preferibile
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io prima leggo un pò di DeLillo
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ahahaahhahh

nota: lo so che non sarà di facile lettura. Tenete presente che io (if we can't see now we might never see il mio nick) su MSN uso poca punteggiatura e per dividere frasi e concetti vado a capo. Sono curioso di leggere il commento di iltuoquantolibero. Un grazie va ovviamente al mio interlocutore, MG, che qui parla poco ma, credetemi, vale molto più di me (soprattutto come Fisico). Indovinate dove ho rubato l'immagine? Ma su wikimedia, che domande.

27 luglio 2008

De-evolution (ovvero: De Ueist Lend)

bacino_poLunedì è il giorno più crudele, primo petalo nell'esapartita corolla di quel fiore prematuro e sleale che è la settimana lavorativa. Seduti nelle diverse aule, in attesa che arrivino i maestri, anche i bambini della scuola elementare Carlo Cattaneo ne sono consapevoli ad un qualche livello sottocutaneo; voci acute pungolano l'aria: il pareggio nel derby della sera prima o la nonna addormentatasi nel bel mezzo della Messa di mezzogiorno, ogni chiacchiera è un tentativo di innestare cellule domenicali nel grigio tessuto dei giorni feriali. Carlo G. la conosce bene quella delusione e le riserva il rispetto e l'accoglienza che si devono ad un amico di vecchia data; ma scendendo dalle scale che dalla sala insegnanti al secondo piano portano alla terza B non ha altro pensiero che quello di non perdere l'equilibrio; reggere il recipiente in plexiglas colmo d'acqua si sta rivelando più faticoso del previsto.
"C'era una volta un tiranno", esordisce, con voce strozzata dallo sforzo, Carlo, maestro elementare, dopo aver attraversato la porta dell'aula, riuscendo a zittire tutti per la prima volta dall'inizio dell'anno scolastico; poggia il contenitore sulla cattedra e non può non registrare una punta di soddisfazione nel vedere gli sguardi interrogativi dei suoi alunni. Sorride e riparte, agitando le mani aperte al loro indirizzo come a dire: va tutto bene, non preoccupatevi.
"Un tiranno molto furbo e molto sospettoso di nome Gerone. Un giorno Gerone ordinò al miglior orafo della sua città di forgiare una corona d'oro da donare alle divinità per ringraziarle della prosperità del suo regno. Consegnò quindi un chilo d'oro all'artigiano dandogli un certo tempo per completare il lavoro. Trascorso questo tempo l'orefice consegnò la corona e il tiranno, diffidente come al suo solito, la fece pesare per assicurarsi che tutto l'oro fosse stato usato.
Nonostante il peso fosse quello giusto Gerone continuava a nutrire dei dubbi: e se l'orafo avesse tenuto per sé parte dell'oro sostituendolo con un metallo meno prezioso avendo cura di creare un oggetto del peso giusto?
Per rispondere a questa domanda il re convocò un grande scienziato, Archimede1.
- Archimede! - gli disse - io credo che colui che ha fabbricato questa corona stia cercando di derubarmi. Trova un modo per provare se essa sia d'oro puro o meno, senza però rovinarla in alcun modo perchè gli dei a cui l'ho donata potrebbero adirarsi.
Lo scienziato accettò la sfida e passò giorni, e notti, alla ricerca di una soluzione. Stava quasi per arrendersi quando, entrando in una vasca per farsi un bagno, si accorse che il livello dell'acqua saliva man mano che il suo corpo si immergeva. Allora si rese conto che un qualunque oggetto immerso in un liquido ne sposta una quantità che occupa il volume del corpo stesso; e visto che sostanze diverse, a parità di peso, occupano volumi diversi intuì che bastava immergere in un recipiente pieno d'acqua prima la corona e poi un chilo d'oro puro: se il volume di acqua traboccata fosse stato diverso, avrebbe dimostrato che l'orefice aveva cercato di rubare l'oro del sovrano. Per l'eccitazione uscì dalla vasca e si mise a correre completamente nudo per le strade della città gridando Eureka, che vuol dire ho trovato.
Così Archimede riuscì a risolvere l'enigma, Gerone ebbe soddisfazione e grazie a quell'intuizione noi abbiamo avuto le mongolfiere e sappiamo come fanno i surfisti a stare a galla2. Piaciuta la storiella?"
Qualche sbadiglio e molte mani che stropicciano gli occhi sono la risposta non inattesa.
"Ok, passiamo al piano B. Qualcuno vuole immergere qualcosa nel recipiente per vedere se il livello dell'acqua si alza?"
Solo qualche minuto dopo per la classe si aggiravano quindici furie intente a rincorrersi schizzarsi acqua l'un l'altra tra le proteste, non troppo convinte per la verità, di Carlo.
Ristabilita una parvenza d'ordine, dall'ultimo banco e ancora col fiatone, Adalgisa alza il braccio e, ad un suo cenno, gli chiede:
"Maestro, da dove veniva Amirchede?"
"Archimede, Adalgisa. Si chiamava Archimede"
"Da dove veniva Archideme?"
"Da Siracusa"
"E dov'è Siracusa?"
"In Sicilia, Adalgisa"
La bimba non ha altre domande. Pronuncia a parte, era riuscito a stimolare la loro attenzione dopotutto. Lodato sia il piano B.

****

Lunedì era il giorno più crudele, prima che arrivasse il martedì. Il direttore, braccia conserte e piede destro a percuotere il marmo del pavimento al ritmo del suo nervosismo in sala insegnanti, invita Carlo a seguirlo nel suo ufficio.
Dietro la scrivania del dirigente scolastico la foto del governatore padano osserva entrambi con sguardo corrucciato.
"Allora signor G., lei mi deve delle spiegazioni?"
"Davvero?"
"Ha idea di quante famiglie hanno chiamato lamentandosi per il comportamento da lei tenuto ieri in terza B?"
"Oddio. Se si riferisce a quella storia dell'acqua in classe non immaginavo, davvero. Ma i bambini hanno apprezzato e non credo sia il caso di preoccuparsi"
"Acqua in classe? Beh, di quello ci occuperemo dopo"
"Direttore, se non si tratta di quello non capisco di cosa stiamo parlando"
"Via signor G., non faccia finta di niente. Lei ha palesemente violato
la legge Bossi-Gelmini del novembre 2008
sulla riforma federalista della Pubblica Istruzione."
"In che senso, scusi? Il bisnonno del bisnonno del mio bisnonno era padano; e lo sapete bene anche voi, altrimenti non avrei avuto questo posto di lavoro."
Il direttore gli porge un foglio di carta dattiloscritto invitandolo a leggere ad alta voce.
"Allo scopo di salvaguardare l'identità padana è severamente proibito attribuire la paternità di idee, scoperte o invenzioni di cruciale rilievo a personalità non riconducibili allo Stato Padano."
"Lei ha detto che Archimede era di Siracusa, signor G."
"Io ho detto la verità, direttore"
"Certo, la verità. Li conosco i tipi come lei, sa signor G.? Pronti a metter tutto in discussione, a relativizzare, purchè non si tratti delle proprie convinzioni. Quel resoconto di Vitruvio che lei ha raccontato a quegli innocenti è stato messo in dubbio persino da Galilei, o sbaglio?"
"Galilei pensava che il metodo del recipiente colmo d'acqua fosse troppo poco originale per un genio come Archimede; non dubitava della sua grandezza. La storia non può..."
"La storia la scrivono i vincitori" sibila a denti stretti il direttore, indicando con la mano destra la foto del governatore Bossi alle sue spalle.
"Trovi come rimediare al suo errore entro domani. Le sue lezioni di oggi sono sospese. Ora può andare."
Uscendo dall'ufficio senza salutare Carlo si maledice per non aver pensato a preparare un piano B.

****

Ed eccolo lì, davanti ai suoi bambini e al direttore appoggiato alla parete in fondo all'aula per assicurarsi di persona che la legge venga rispettata.
"Bambini, ricordate la storia di Gerone e Archimede?"
Un unisono di sì si leva dai banchi.
"Bene. E vi era piaciuta?"
Altro coro affermativo.
"Benissimo. Oggi, però, in presenza del direttore, è giusto che io sottolinei che quella storia era una favola che ho inventato per voi, per suscitare il vostro interesse. Ed è ancor più giusto che vi dica come è andata veramente."
"In realtà è stato il governatore Bossi a scoprire che un corpo immerso in un liquido ne sposta una quantità pari al suo volume, e riceve una spinta verso l'alto pari al peso del volume di liquido spostato. Stava passeggiando sulle sponde del sacro Po in una giornata afosa ed ebbe voglia di fare un tuffo per rinfrescarsi. Buttatosi in acqua ed accortosi che non affondava esclamò: - Ciùmbia! Allora è vero che gli stronzi stanno a galla -"
Qualcuno soffoca una risata; qualcuno porta le mani alla bocca, spinto da quello stupore affascinato che le piccole volgarità generano.
Il direttore esce infuriato dalla classe e, appena nel corridoio, si volta verso Carlo, lo guarda con gli occhi ridotti ad una fessura e percorre con il pollice la propria gola, da sinistra a destra.
Anche lui, evidentemente, aveva preparato un piano B.

1. Noi ci dobbiamo accontentare dei RIS di Parma, o, al più, di Grissom alla TV
2. Dell'orefice Vitruvio non dà nessuna notizia (per quel che ne so), ma pare fondato il sospetto che per lui non ci sia stato happy ending.

nota: Quando l'ho pensata, una settimana fa dopo le dichiarazioni assurde di Bossi, sembrava meglio. Prometto che dalla prossima volta la smetto con le distopie. Prometto che la prossima volta che vorrò dare dello stronzo a qualcuno sarò molto più breve. La foto del bacino del Po si trova qui.

9 luglio 2008

SPAcciMme


Causa presenza nel post precedente di un commento proveniente per direttissima dalle strade di Napoli ho cambiato le impostazioni dei commenti inserendo la verifica parole, nel tentativo di limitare SPAM e altre cose del genere. Mi scuso per gli eventuali disagi.
A proposito. Grazie ad informatori di cui non posso rivelare l'identità, sono venuto a conoscenza del piano congiunto per risolvere la crisi dei rifiuti di Napoli e quella di Alitalia elaborato dall'efficientissimo Consiglio dei Ministri.
L'idea sarebbe quella di imbarcare le tonnellate di immondizia sugli aerei della compagnia di bandiera conducendole senza sosta da un aeroporto all'altro -così, come è giusto che sia, la monnezza potrà finalmente guardarci dall'alto in basso. I soldi delle bollette dei cittadini napoletani andranno a rimpinguare le casse dell'azienda risanandone il debito e le strade del capoluogo campano saranno di nuovo libere ad imperitura memoria del nostro premier.
E' proprio un diavolaccio, quel Tremonti lì.

nota: un ringraziamento a iltuoquantolibero che per primo ha testato il sistema di verifica, saggiandone l'amichevolezza per l'utente. L'immagine fa cacare, ma la manipolazione di jpg non è per nulla il mio forte. E poi: vi siete accorti che adesso nella barra degli indirizzi del vostro browser quando vi connettete al blog, sulla sinistra c'è un'immagine identificativa specifica e non il logo di Blogger (cioà no?dicia ca si chiama favicon)? Qualcuno riesce ad indovinare cos'è?

6 luglio 2008

il crepuscolo della maieutica

Resta un ultimo passo; che a compierlo sarà il dito indice della mia mano destra, martoriato dall'autocannibalismo con il quale sfogo le nevrosi in cui spesso indugio, è forse un segno accecante dell'antipodismo esistenziale che travolge gli argini di questo nuovo spavaldo mondo? O sono le mie stremate sinapsi, allentato il controllo sul reale, a tessere trame fragili e iridescenti tra concetti la cui siderale distanza è deflazionata dal sogno cosciente che sogna chi si costringe alla veglia? Di sicuro c'è quel passo, l'ultimo, ad aspettarmi; con il cipiglio severo e altezzoso che gli ultimi passi hanno, figlio, forse, della consapevolezza di essere testimonianze e sentinelle insieme della natura irreversibile della decisiodinamica.
Dunque, schiaccio il tasto sinistro del mouse e sullo schermo il pulsante che incornicia la parola Submit assume una tonalità più scura; passa qualche secondo e l'articolo su cui tanto, ma sempre troppo poco, ho lavorato è inviato. Non resta che apettare il giudizio derisorio dei referee, dico a voce non abbastanza bassa da non poterla udire.
Le quattro mattonelle che mi separano dal letto sono affollate di polvere e bottiglie di plastica vuote; piuttosto che schivarle, mi tuffo sul materasso, come fosse il mare di riposo dentro il quale desidero annegare al più presto; gli occhi li chiudo mentre in volo; così, per non perder tempo. L'impatto non è abbastanza violento da causare un cedimento strutturale della rete, ma il rumore è forte e di sicuro i cari e pignoli anziani coniugi del piano inferiore troveranno il modo, domani, di incontrarmi in ascensore e rimproverarmi lo scarso rispetto per il loro delicato rapporto con il sonno.
Domani è un altro giorno, afferma sorridente la Rossella O'Hara che si ostina ad essere in me nonostante le abbia più volte chiarito che non vedrò mai Via Col Vento.
Petula parecchio la mia Rossella ma in quanto a udito sono cazzi e non si accorge che qualcuno bussa energicamente alla porta: niente campanello che, tra l'altro, ha misteriosamente smesso di funzionare qualche anno fa e il padrone di casa non si degna di far riparare e io me ne frego così ho un'ottima scusa per non aprire e foraggiare la mia asocialità; niente pugno gentilmente poggiato sulla superficie di un legno ruvido e masticato dagli anni; è un insistente e pesante palmo aperto a ventaglio ad abbattersi sulla mia speranza di dormire.
Evidentemente i vicini hanno varcato la soglia oltre la quale domani indica un tempo troppo distante.
Scusate, davvero, ma il letto si è rotto e...oppure Sono desolato ma si è appena aperto un passaggio dimensionale nella mia camera e, sapete, la collisione di universi può essere un tantino assordante, oppure Lasciatemi in pace, vecchi rompicoglioni. Ho fatto bordello, e allora? Non succede quasi mai e voi subito qui a frantumare le palle. Ma quand'è che mollerete l'oscena presa dall'albero della vita, foglie avvizzite del cazzo?
Passando in rassegna le possibili reazioni ho attraversato l'intero corridoio e ho pure aperto, senza pensarci su, la porta e davanti a me trovo

***


Ora. Sono circa due settimane che provo a scrivere questa stronzata senza riuscire a concluderla. Chi mi trovavo davanti? Non il vicino, ovvio, sarebbe stato troppo scontato. E qui gli snodi narrativi ovvi e scontati non li vogliamo neanche nominare. Al mio cospetto avrei trovato una creatura sfuggente, qualcosa di simile al mutaforma di "Star Trek-Deep Space Nine". Anzi no. Una specie di entità liquida, con un'essenza immutabile versata in un recipiente (il corpo) in continua trasformazione. La creatura entra senza che io la inviti a farlo e si presenta dicendo di essere il Dialogo. Io sono un pò incredulo e un pò incazzato. Gli spiego che Walter è più di anno che ripete che il Dialogo non c'è più, che è morto.
Solo fumo negli occhi, dice lui. Dice che con Walter e Silvio lui non ha mai avuto nulla a che fare, neanche quando entrambi lo usavano per far credere a tutti di essere in una nuova stagione della politica, ma è vivissimo e vegeto (e si dà una strizzatina tra le gambe mentre lo dice). Che lui non può esserci dove non si ha voglia di ascoltare o dove non si hanno idee da sostenere e Silvio non ha alcuna voglia di ascoltare e Walter non ha una cazzo di idea che sia una. Che se Walter avesse avuto un'identità avrebbe dovuto incazzarsi per un mostro giuridico come il reato d'immigrazione clandestina o per le impronte digitali ai bimbi Rom; e invece lo ha fatto solo quando si è ricominciato a parlare di giudici e processi, probabilmente per paura di essere scavalcato da Tonino. E si continuava con il Dialogo a spiegarmi che l'Italia non è né di destra né di sinistra, ma solo meschina, avida di briciole e noncurante del bene collettivo, miope nei confronti del futuro e amnestica nei confronti del passato. Insomma, una di quelle tirate che, quando a farle sono altri, tra la loro prima parola e il mio primo vaffanculo non si fa in tempo a battere le ciglia. Il tutto si doveva concludere con:
  • un rumore di pesanti stivali che calpestano le scale del condominio.

  • Il Dialogo che, con un certo allarme nella voce, mi chiede di andare in bagno

  • La mia porta che viene di nuovo martellata e quando la apro scopro che a bussare è un ufficiale dell'esercito (altra grande idea di Silvio che Walter ha avversato sbadigliando e poco più) e altri ce ne sono sparsi per il condominio a suonare alle restanti porte. Mi chiarisce che stanno cercando un pericoloso terrorista che si fa chiamare Dialogo di cui non può mostrarmi foto perchè indossa una maschera dissimulante; entra a perquisire nonostante le mie richieste di un mandato (Siamo l'esercito. Il mandato non è necessario, tuona in risposta alle mie proteste). La luce accesa nel bagno lo insospettisce, entra e con sua grossa delusione -e mia sorpresa- non trova nessuno. Esce raccomandandomi di avvisare il comando nel caso avvistassi qualcuno di sospetto.

  • Resto sulla soglia imminchionito, pensando a quanto è Borgesiana una realtà in cui ci si può trovare a dialogare con il Dialogo in persona


Ma non sono Orwell. E neanche Terry Gilliam. Quindi:
That's all folks.

8 giugno 2008

C.N.S.

Supponiamo che, travolto da un attacco di BuonaDomenichite, io cominci a sostenere che è stato necessario l'accoppiamento sessuale dei miei genitori perchè io facessi capolino sul pianeta Terra. Due conseguenze di una tale mia affermazione sono facilmente pronosticabili: la prima è che voi che leggete questo blog ve ne sbattereste le palle (le lettrici saprebbero di sicuro ovviare all'anatomica assenza con ingegno e creatività, sbattendosene qualcos'altro); la seconda è che io balzerei prepotentemente in testa alla graduatoria per l'assegnazione del premio De Lapalisse 2008.

Ma se invece sostenessi che quel pomeriggio di 31 anni fa mummy and daddy si sono abbandonati ai piaceri della carne per generare me - attenzione non un bambino in generale, cosa che la storiografia familiare dà per assodata, ma proprio me con i miei occhi e occhiali e naso e bocca e ombelico sporgente, col mio carico di speraznze belle e quasi tutte false e ambizioni inconfessabili, o confessabili ma irraggiungibili -, allora qualcuno mi farebbe notare che sto ingenuamente scambiando causa ed effetto, qualcun'altro si accerterebbe della disponibilità di posti nel reparto psichiatrico dell'ospedale a me più vicino, qualcun'altro ancora si feliciterebbe con me per la mia conversione alla teleologia di matrice cattolica (senza contare i più che se ne sbatterebbero bellamente le palle).

Nulla di tutto questo. Nella mia lunga latitanza non mi sono completamente rimbecillito (non più di quanto già non fossi, comunque), ma volevo fare un esempio stupido di come scambiare la condizione necessaria (C.N.) con quella sufficiente (C.S.) possa condurre a divertenti esiti.
Se si ha, come me, una sorta di venerazione per il rigore logico della matematica certe confusioni suscitano irritazione, specie quando compiute da persone che dovrebbero avere ben chiara la differenza.
Veniamo al dunque: leggete il titolo di questo articolo apparso ieri sul sito di Repubblica. In base a quanto c'è scritto, Silvio "tetrapresidente" Berlusconi, parlando del problema della pressione fiscale ad un convegno di Confindustria (talmente frequenti, questi convegni degli industriali, da indurmi a sospettare che la loro cadenza venga decisa in base al numero di idiozie pronunciate dal ministro Calderoli), avrebbe detto: "Pagare meno per pagare tutti".
Come dire: C.N. affinchè tutti paghino le tasse è che la tasse siano basse.
Come dire: se partiamo dall'ipotesi che tutti pagano le tasse possiamo dimostrare che le tasse sono basse.
Sarà che non capisco di economia, sarà che ho scarsa fiducia nell'umanità, ma mi sembra proprio una gran cazzata.
Ora, avendo letto i miei post precedenti (e gran parte di voi conoscendomi) sapete che non nutro alcuna simpatia per Silvio e i suoi né tengo in alcuna considerazione la sua intelligenza; un'uscita di quel tipo mi pare del tutto verosimile e continuo nella lettura del pezzo, contento di poter tornare a scrivere nel blog sparando a zero sul presidente operaio.
Certi virgolettati sono davvero da antologia ma quando arrivo alla parte incriminata vedo scritto che Berlusconi ha in realtà dichiarato: "Per pagare tutti meno tasse, bisogna che tutti le paghino".
Come dire: C.N. per pagare meno tasse è che tutti le paghino.
Come dire: se partiamo dall'ipotesi che la tasse sono basse si può dimostrare che questo accade perchè tutti le stanno pagando.
Sarà che non capisco di economia, sarà che non ho alcuna fiducia nell'umanità ma questo mi pare avere senso.
E allora? E allora all'anonimo giornalista di Repubblica, impudente scambista delle connessioni logiche do un suggerimento: scrivere meno per scrivere meglio. Anzi no: scrivere meglio per scrivere meno. Mmmhh...Ah, ci sono: Scrivere meno e basta.

nota: l'immagine, come spesso accade qui, proviene da Wikipedia ed è un ritratto di Eulero, uno che di condizioni necessarie e sufficienti ne sapeva a pacchi elevato a pacchi.

7 maggio 2008

Alla Fini della Fiera

C'e questa questione della Fiera del libro di Torino. C'è chi, come Gianni Vattimo, pensa che scegliere Israele come ospite d'onore mentre la gente in Palestina continua a morire sia sbagliato. Una risposta a Vattimo la da Yehoshua facendo notare come proprio gli scrittori (alla Fiera sono stati invitati anche Amos Oz e David Grossman) siano stati tra i più impegnati sostenitori di un processo di pace tra i due popoli (e anche molto critici con le politiche occupazioniste israeliane, aggiungo io).
C'è poi un gruppo di teste di cazzo appartenenti ad alcuni centri sociali torinesi che il primo Maggio decide di bruciare un paio di bandiere (israeliane e statunitensi). Fin qui tutto chiaro, no? Fiera del libro, gente pro, gente contro, gruppo di teste di cazzo: nessuno si fa male, a parte, forse, il nostro irriducibile e magari troppo riformista desiderio di confronto pacato.

Ma c'e anche, negli stessi giorni, un ragazzo che, a Verona, viene pestato a morte da cinque giovani di nazionalità italiana non meglio identificati; tutto per una sigaretta rifiutata, pare.
Gli inquirenti scoprono poi che i cinque sono riconducibili ad associazioni di estrema destra. Destra radicale. Destra massimalista. Destra antagonista. Insomma, un gruppo di grosse teste di cazzo. Dopo qualche giorno di coma in ospedale, il ragazzo (Nicola Tommasoli, il suo nome) muore.
Fin qui tutto chiaro, no? Verona, ragazzi che passeggiano, gruppo d teste di cazzo: un essere umano muore.

Bandiere bruciate vs omicidio.

Secondo voi chi la vince la partita del fatto più grave?

Quel che segue è l'opinione che il neopresidente della Camera dei Deputati ha dato, due giorni fa, a Porta a Porta:



Lo sentite quel fastidioso stridìo di unghie che si spaccano cercando un impossibile appiglio su superficie lisce e riflettenti? Tranquilli: è solo Gianfranco Fini che, suo malgrado, scivola inesorabilmente nell'indecoroso pozzo della copertura politica.

Perché la sopraffazione del diverso da sé, l'affermazione della propria superiorità tramite la violenza non hanno una matrice ideologica, mentre l'antisionismo sì.

Ho un altro paio di gravi avvenimenti da porre all'attenzione del Presidente Fini, sicuro che se ne fosse stato a conoscenza li avrebbe usati nel suo paragone al posto dei fatti di Torino: Madonna a Parigi ha baciato una sconosciuta minacciando ancora la sopravvivenza della famiglia naturale formata da un uomo e una donna e tutelata dalla nostra costituzione; io, stanotte, ho avuto un attacco di dissenteria e non avendo un tricolore per le mani, ho dovuto ricorrere alla semplice carta per la mia igiene rettale, contravvenendo così all'indicazione spesso data da uno dei più autorevoli esponenti della nuova maggioranza (Umberto Bossi, n.d.r).


nota: la foto di Woody Allen trasformatosi in rabbino proviene dall'inquietante sito Curbed.

30 aprile 2008

Porti e riporti

Sì, l'hanno saputo anche a Springfield e non riescono a darsi pace. Io sono alla ricerca di scampati pericoli consolatori. Se ne avete, suggeriteli nei commenti. Ma dopo il 13 e il 14 Aprile, dopo le comunali di Roma, mi sa che l'unica via è quella di un appello diretto:
Silvio, ti prego: quando mi avrai catturato non farmi prigioniero: uccidimi rapidamente.


nota: la strepitosa immagine personalizzabile di Bart alla lavagna è disponibile al seguente indirizzo.

17 aprile 2008

All' "extra" non c'è mai fine

...Così ieri mattina comincia il mio secondo giorno da extraparlamentare. Studio un pò, mi preparo per andare all'Università, esco di casa e proprio un nanosecondo dopo che il portone del palazzo si chiude alle mie spalle realizzo di aver scordato le chiavi sulla scrivania: merda, sono extraparlamentare ed extradomiciliare (per fortuna la mia ragazza, il cui compito principale consiste nel salvarmi da me stesso, ne tiene con sè una copia per ovviare alle mie frequenti sbadataggini).

Adesso sono in attesa che arrivi il nume tutelare sotto il quale svolgo il mio dottorato. Quando si accorgerà che da circa un mese mi affaccendo in faccende tutte facilmente riconducibili al padre di ogni vizio, per la prima volta in circa quattro anni lo vedrò fuori di sè (extracorporeità, insomma); conseguentemente, rischio di venir preso a calci sul mio ozioso culo e assurgere, mucho rapidamiente, ad una posizione extrauniversitaria.

Tutto questo fino alla partita di pallavolo di stasera. Se, come sempre, il principale esponente della compagine in cui gioco mi terrà in panchina (decisione giustificata dal mio essere una pippa di proporzioni pornografiche e dal mio impegno saltuario) vivrò anche una condizione extracompetitoriale.

Senza considerare che se il corso della nuova gestione politica sarà conforme alle previsioni dei pessimisti a tutti conviene dirigersi verso lidi più accoglienti e godersi l'extracomunitareità.


P.S.: commenti seri sui risultati elettorali non mi va di farne. In rete ne trovereste di più accurati, competenti, analitici, sintetici, strazianti, divertenti, et cetera.
Due cose sole. La prima ai vari FrancescoCossigaPaoloMielibenpensantideimieicordonbleu che paventano una recrudescenza del terrorismo di sinistra a causa della mancanza di rappresentanza parlamentare (ma che sono sempre pronti ad etichettare come folkloristiche le imbarazzanti e vergognose dichiarazioni dei vari esponenti della Lega): ma andate a cagare.
La seconda alla classe dirigente della sinistraradicalemassimalistaantagonista che di fronte all'ennesima evidenza dell'enorme flusso di voti perso non a favore del PD ma del PDL e della Lega non pensano minimamente che l'errore sia loro ma che siano gli elettori a non aver capito: ma andate a cagare anche voi.

15 aprile 2008

Dov'è wally?

Provate a cliccare sull'immagine qui accanto (per ingrandirla) e a cercare tra le varie foto quella di un esponente della sinistra italiana con una poltrona alla Camera dei Deputati o al Senato.

Risparmiatevi pure la fatica: non ne troverete.

Per oggi i commenti finiscono qui: perché quando tutte le speranze di opposizione al centro-destra di Silvio Berlusconi e Umberto Bossi (e Fini? Perché è stato cosi defilato?) sono da riporre in una coalizione che tra le sue fila annovera Paola Binetti, Beppe Fioroni e Antonio di Pietro non è che la voglia di essere lucidi o salaci sia proprio alle stelle.

P.S.:una nota positiva: a X Factor, su Raidue, Marco Morgan Castoldi ha dichiarato, tra lo stupore di alcuni e l'ebetudine di parecchi: "Agli italiani non piace sperimentare, e lo si è visto in questi giorni". Comprerò, per la seconda volta, tutti i suoi dischi.

11 aprile 2008

Tre...due...uno...

Per chi, come me, non vive abitualmente nella città in cui risulta ufficialmente residente, è arrivato il momento di preparare le valigie. Per poter poi espletare, Tra domenica e lunedì, il proprio diritto al voto.

I vari appelli al voto utile, strategico, sincero e disgiunto sono già stati fatti ed io non voglio ripeterli.

In questo post volevo solo dare sfogo ad uno stato di malessere sottile che mi pervade quando sento persone verso cui nutro ardente stima (come Andrea Camilleri) chiedere di votare per il PD in modo da scongiurare la nuova ascesa dello spauracchio berlusconiano e l'inizio del suo dodecaennio.

Io ho deciso di dire basta a questo tipo di processo decisionale.

Voterò a sinistra.

Inutile o stupida o infantile che sia questa mia scelta.

In bocca al lupo, Italia.




P.S.: e naturalmente so bene che chi dice che Berlusconi e Veltroni sono uguali dice una grande cazzata. Ciò non toglie che la sinistra è altra dal Partito Democratico.

9 aprile 2008

fight club

Che il pasticcere che ha realizzato la dedica sulla torta di laurea di mia cugina non sapesse se usare la lettera b o la p nella parola combatti mi sorprende, ma non troppo. Che nel suo laboratorio non avesse a portata di mano un dizionario per dirimere una controversia interiore che, come è evidente dalla foto, lo attanagliava, non è per nulla sorprendente. Che nessuno accanto a lui sia stato in grado di rivelargli gli oscuri segreti dell'italico idioma più che sorprendente è preoccupante.
Ciò che è davvero stupefacente è la soluzione adottata: l'introduzione di un nuovo grafema, una sovrapposizione di p e b, giusto per accontentare tutti.
Mi sbaglierò, ma in questo piccolo e surreale episodio non posso fare altro che vedere l'ennesima prova che nascoste da qualche parte nel corredo genetico del popolo italiano ci siano le istruzioni per codificare l'appartenenza alla Democrazia Cristiana.

Gimme more

"I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione". Lo ha detto il senatore Marcello Dell'Utri in un'intervista rilasciata a Klauscondicio, contenitore di approfondimento politico in rete.(fonte: Repubblica)

Ammettiamo, pur con qualche riluttanza, che Marcello Dell'Utri -o chi supervisiona i suoi movimenti e le sue dichiarazioni- non sia un perfetto e totale idiota.

Partendo da una tale ipotesi, reagire solo con stupore (io l'ho fatto, in prima battuta) e offesa indignazione (in quanto figlio di un partigiano questa è stata la seconda fase che ho attraversato) a questa affermazione mi sembra inadeguato; occorre sforzarsi e cercare di capire quale ragionamento possa nascondersi dietro queste parole.

E allora OneMoreBlog nota come questa "colossale stronzata che sembra un invito a votare l'osceno Piddì pur di non far vincere l'unica cosa appena più oscena, il Pidielle" sia il preludio per un accordo sottobanco.

E' possibile, ma per quel che mi riguarda temo che l'intenzione sia un'altra, più subdola e spaventosa.

Dell'Utri e/o i suoi burattinai stanno agendo da provetti sperimentatori, il corpo sociale italiano la loro cavia da laboratorio; quella non è (o almeno non è solo) un'esternazione paradossale e stupida, è un test.

- Quanto la spariamo grossa? - devono aver pensato.
- Potremmo dire che in Italia il fascismo non ha mai mandato nessuno nei campi di concentramento. Al massimo in vacanza al confino.
- No, quella l'abbiamo già detta, non ti ricordi?

E come nella tanto abusata scena del ballo di fine anno in cui il ragazzo ingrifato, durante l'ultimo lento, spinge le mani sempre più in basso lungo la schiena di lei per raggiungere l'agognata meta dei suoi glutei, così le schiere del Cavaliere Silvio Berlusconi da 14 anni, ormai, sottopongono a verifica il limite di tolleranza degli italiani, andando sempre un pò più in là. Forse anche loro increduli di quanto questa soglia sia talmente elevata da sembrare irraggiungibile.

Supereremo il test anche questa volta.

E quando, la prossima settimana, avranno rioccupato le poltrone di Montecitorio e Palazzo Madama con una maggioranza che si prefigura ampia, sapranno che possono riscrivere i libri di storia. E poi vorranno di più.

Lasciatemi dire che ce lo saremo meritato.