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11 marzo 2008

A volte ritornano

Ne avevo chiesto accoratamente il ritorno in televisione qui. E, a volte, senza neanche insistere, i desideri vengono esauditi.

Corrado "e se i partiti non rappresentano più gli elettori, cambiamoli questi benedetti elettori!" Guzzanti è riapparso per una decina di scoppiettanti minuti su Rai3, ovviamente nella trasmissione di Serena Dandini "Parla con me".
Come sempre spassoso fino alle lacrime. Come sempre lucidamente intelligente. Come sempre profondo con levità. In una sola parola: geniale.

Buon divertimento con don Pizarro parte I:


e parte II:


P.S.: Grazie a Bruno che mi ha fatto notare che i vecchi link non andavano più.

21 febbraio 2008

Perdo tempo scrivendo su un blog

Ne hanno parlato qualche giorno fa a Condor (ottima trasmissione dell'ottima radiodue) i due simpaticoni che potete trovare qui. Se vi va di approfondire (e di leggere in lingua inglese) allora: click me.

Sto parlando delle autobiografie in sei parole. L' idea di condensare una vita intera in sole sei parole sei, non solo mi intriga; la ritengo più che altro una sfida, considerata la mia abbastanza evidente tendenza alla prolissità.

Se attuare questa estrema sintesi vi appare come una missione impossibile o, peggio ancora, una banalizzazione della complessità e dell'intensità che caratterizzano ogni vita, vi invito a leggere il titolo del libro la cui copertina trovate qui accanto (e che potete acquistare su amazon, naturalmente):

Non proprio ciò che avevo pianificato (scuse anticipate per la libera traduzione).

Non ancora convinti? allora beccatevi queste di due radioascoltatori di Condor:

Vulva dentata mi mangiò il talento. (Emanuele)

Ecco che vado. Ecco che resto. (Kumquat)

Insomma, se vi va di giocare a questo gioco, non esitate a lasciare le vostre memorie in sei parole come commento.

Ah, dimenticavo le mie, di sei parole (ai più accorti non sarà sfuggito il titolo del post, comunque):

C'è da vivere? Aspetterò domani.

oppure:

Trent'anni interi tra numeri reali.

E infine:

Continuo a cercarmi dove non sono.



6 febbraio 2008

Super Tuesday


A dispetto del roboante titolo, non parlerò qui dell'appassionante lotta tra Hillary Clinton e Barack Obama (al quale, nella sua più totale e giustificata indifferenza, va il mio personalissimo endorsment e del quale conto di parlare più diffusamente in seguito) nelle primarie del partito democratico statunitense; ma di qualcosa di decisamente più provinciale; oserei dire cittadino.

Ieri 5 Febbraio, uno sparuto manipolo di eroi, armati soltanto del loro ritmo circadiano, di un alto livello di adenosina e di un materasso più o meno piumonato, è stato vilmente attaccato dall'inarrestabile e spietato esercito dei fedeli di S. Agata.
Lo scontro ha raggiunto il suo culmine intorno alle 03.30 a.m ora locale, quando l'esercito "Agatino" ha bombardato con disumana ferocia Piazza Cavour, trucidando centinaia e centinaia di ore di sonno innocenti.
Ormai vittorioso, il contingente dei devoti ha continuato a maramaldeggiare per le strade, uccidendo le poche possibilità di dormire superstiti, fino alle ore 10 di questa mattina, quando il loro crisoelefantino generale è rientrato nel suo bunker.
Adesso la pace sembra essere tornata. Ma siamo sicuri che non durerà più di un anno.
Dall'inviato Abulafia1 a Catania è tutto.

1 novembre 2006

l'elefante (senza farfalla)

E' in grado di farlo l'uomo, alcune scimmie e anche i delfini: e non ha nulla a che vedere con qualsivoglia scambio di fluidi corporei...
Perdete qualche secondo della vostra vita cercando una risposta, e poi seguite il link (nel titolo del post); e poi?
E poi vi ritroverete a leggere la triste storia di un elefante di nome Happy, costretta a guardarsi in uno specchio.
Mi e' capitato, a volte, di pensare a quanto dovesse essere bello, per un animale (diverso dall'uomo), non dover fare i conti con l'immagine di se' sputata fuori da uno specchio.
Ma a quanto pare, non c'è pace neanche per i nostri cari amici, quadrupedi o "pinne-muniti" o dai piedi prensili (e dai culi rossi) che siano!
Così può accadere che un brillante psicologo (di sicuro un luminare, nel suo campo) prenda un tranquillo pachiderma dello zoo (spero non di peso!) di New York, intento a fare tutto quello che i pachidermi di uno zoo fanno (che ne so:spruzzarsi l'acqua addosso con la proboscide; prendere in giro gli idioti che gli lanciano le noccioline; guardare Maria De Filippi...le solite cose, insomma) e lo metta di fronte ad uno specchio; con l'ovvio intento di ingenerare nell'animale qualche crisi d'identità.
E se davvero, come lo psicologo sostiene, l'elefante si e' riconosciuto, cosa avra' mai pensato?
Azzardiamo delle ipotesi: "Cazzo, ho le orecchie a sventola!"; "Certo che per quell'intervento di rinoplastica mi servirà un mutuo!" oppure "Mi immaginavo più grassa!".
Magari mi sbagliero', ma trovo tutta questa vicenda abbastanza simbolica: che il grado di complessità sociale possa essere giudicato attraverso il modo in cui ci si guarda allo specchio mi diverte e allo stesso tempo mi preoccupa.

E concluderei con le parole di Manlio Sgalambro:
"Quando non coincide più l'immagine che hai di te con quello che realmente sei, e incominci a detestare i processi meccanici e i tuoi comportamenti... E poi le pene che sorpassano la gioia di vivere coi dispiaceri che ci porta l'esistente, ti viene voglia di esplorare spazi sconosciuti, per allenare la tua mente a nuovi stati di coscienza".

P.S.: essendo il primo post, non mi pare corretto chiuderlo senza aver prima salutato.
Un grosso ciao a tutti i martiri della vita moderna, dunque, da Nelson Mandela a John Bobbit passando per Mike Tyson