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15 dicembre 2009
Souvenir
Premete il tasto play sullo slideshow di flickr e poi il tasto play sul plugin di wordpress per avere il sottofondo musicale. Ciao.
p.s. Perché la vicenda - di cronaca. Fredda cronaca senza nessuna connotazione politica, checché ne dicano una maggioranza sempre più opportunista e oltraggiosa e un'opposizione sempre più pronta a chiedere scusa non si capisce bene di cosa - di uno psicolabile che aggredisce il Presidente del Consiglio (a cui non si può che augurare una pronta guarigione), e che per questo atto disdicevole deve indubbiamente pagare, ma individualmente come richiede il concetto di responsabilità personale, non merita commenti seri e articolati (a parte, forse, quello sulla questione del servizio d'ordine. Ma davvero non mi va). Piuttosto, leggete il post monotematico sulla notizia di Spinoza; c'è anche una mia battuta ma in mezzo alle altre sfigura.
28 novembre 2009
Quest'ermo Colle
Dopo l'ennesima sfuriata di Berlusconi contro la magistratura, Napolitano torna a parlare auspicando uno stop alla spirale di polemiche che rovina il rapporto tra potere esecutivo e giudiziario. Evidentemente lo stop alla RU486 non bastava.
Prima del discorso Napolitano ha dato udienza a una delegazione dell'Anmil, l'Associazione nazionale dei mutilati ed invalidi del lavoro, in visita al Quirinale per rilasciare la tessera onoraria alla Costituzione.
La dichiarazione del presidente della Repubblica è avvenuta nella sala di rappresentanza del Colle con una procedura, sinora inedita: lo doppiava Berlusconi.
"Nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento". E anche per stavolta il taglio delle orecchie è scongiurato.
Il discorso del Presidente si chiude con un invito alla ricerca dei corretti equilibri tra politica e giustizia. Compito arduo per i giudici, che alla politica sono sempre stati sui coglioni.
Prima del discorso Napolitano ha dato udienza a una delegazione dell'Anmil, l'Associazione nazionale dei mutilati ed invalidi del lavoro, in visita al Quirinale per rilasciare la tessera onoraria alla Costituzione.
La dichiarazione del presidente della Repubblica è avvenuta nella sala di rappresentanza del Colle con una procedura, sinora inedita: lo doppiava Berlusconi.
"Nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento". E anche per stavolta il taglio delle orecchie è scongiurato.
Il discorso del Presidente si chiude con un invito alla ricerca dei corretti equilibri tra politica e giustizia. Compito arduo per i giudici, che alla politica sono sempre stati sui coglioni.
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8 novembre 2009
Per fare l'albero
Dopo che la Corte di Strasburgo ha stabilito che i crocifissi andrebbero tolti dalle pareti delle aule dei nostri edifici scolastici (a seguito del ricorso di una cittadina italiana di origini finlandesi. Chissà quali messaggi satanici vengono fuori ascoltando al contrario la suoneria Nokia tune) se ne sono sentite di tutti i colori. Inutile riassumere, ne avrete già abbastanza; ma leggete qui (è un estratto dalla parte della sentenza che riassume le posizioni della difesa, cioè del governo italiano. La sentenza al completo la potete leggere qui):
Non si tratta neppure, secondo il governo, della libertà di praticare una religione o di non praticarne nessuna: il crocifisso infatti è sì esposto nelle aule ma non viene in alcun modo chiesto agli insegnanti o agli allievi di fare il segno della croce, né di omaggiarlo in alcun modo, né tantomeno di recitare preghiere in classe.
In realtà, nota il governo, non è neppure richiesto loro di prestare alcuna attenzione al crocifisso.
Un'ammaccatura sul cofano dell'auto - che la noti solo in controluce. Un neo sotto l'ascella. L'impercettibile macchiolina sulla fronte, dolce souvenir che la diabolica accoppiata varicella & dita smaniose ti ha regalato nei primissimi anni '80 - Non grattarti le crosticine, diceva mamma; sìsì, stocazzo pensavi tu.
A questo, in pratica, hanno ridotto il crocifisso per difenderlo. Ce ne sarebbe abbastanza per chiedere la scomunica, se solo fossi cattolico (e qui giace, forse, la vera domanda: perché la Chiesa accetta senza colpo ferire un così evidente svilimento del suo simbolo più importante? Bah, ci penso e magari se ne parla un'altra volta). Ma, grazie a Dio sono ateo.
C'è poi la questione delle radici. Ed è qui che ritorno alla sfida di cui parlavo in apertura. Quelli che il crocifisso non è un simbolo religioso ma universale e il Cristianesimo è alla base della nostra cultura e attenzione che così rinneghiamo le nostre radici.
Le.
Nostre.
Radici.
Quando penso alle radici penso a qualcosa che sta in basso; poi penso 1,414; poi merda, solo tre cifre dopo la virgola; poi alla carie poi che cazzo sto pensando poi carie-->carota-->pianta-->ah, sì, certo, radice. Di nuovo qualcosa che sta in basso.
Nel caso di una civiltà - di una cultura - mi sembra naturale, parlando di radici, identificare quel basso con passato.
Dunque che dire di quei signori che Raffaello ha rappresentato nel quadro la cui immagine ho inserito a corredo del post (La Scuola di Atene, fornitami dal mio solito pusher, Wikipedia)?
Perché là in mezzo è tutta gente che ha dato parecchio, eh.
C'è Socrate (n.12 nel quadro, 469 a.C.–399 a.C.) che ha conosciuto se stesso e allora rompe le palle agli altri.
Ci sono Aristotele (n.15 nel quadro, 384 a.C. – 322 a.C.) e Platone (n.14 nel quadro, 428/427 a.C. – 348/347 a.C).
A: Senti Platone, io scendo in cantina a bere vino. Sai, devo scrivere la Fisica. Che fai? Vieni anche tu?
P: No, no. Al piano di sopra c'è una che mi aspetta. Mi ha detto: sali che uniamo i nostri corpi nell'estasi suprema che è propria dell'idillio dell'amore.
A: Che cazzata.
P: Sì, comunque penso che ci scriverò lo stesso un Dialogo.
A: Fai, fai. Tanto dei tuoi libri non rimarrà neanche la cenere.
P: Suca.
A: Tu.
P: No, tu.
A: Ciao Plato(coglio)ne.
P: Ciao Aristo(cazzo)tele.
C'è Pitagora (n.6 nel quadro, 570 a.C. - 495 a.C.) intento a trascrivere la millequattrocentoquattordicesima cifra della radice di 2.
C'è Eraclito (n.13 nel quadro, 535 a.C.– 475 a.C.), immobile e annoiato, che pensa tutto scorre ma qua dentro il tempo non passa mai.
Etc. etc.
Possiamo dubitare quanto vogliamo del loro gusto nell'abbinamento dei colori degli indumenti, ma non del loro contributo al nostro pensiero. E nemmeno della loro data di nascita, che è approssimativa, certo, ma non al punto da violare quelle due letterine la a e la C. Sono tutti nati (e morti) prima di Cristo.
E' nel pensiero greco che io vedo le nostre radici.
Non sono però cieco al punto da negare l'enorme influenza che il pensiero cristiano ha avuto nella crescita e nello sviluppo della nostra civiltà.
Crescita.
Sviluppo.
E siccome non sono di quelli che si tirano indietro, voglio continuare anch'io a utilizzare metafore tratte dall'antico e rispettabile mondo dell'agricoltura.
Ci sono le radici. E ci sono le sostanze utilizzate per far crescere e sviluppare una pianta sana e forte. Facile che ai tempi del Cristo per assolvere a questo compito si usasse il letame.
Il crocifisso nelle scuole non si tocca; rinnegarlo significherebbe rinnegare il letame della nostra civiltà.
Ho sostituito la parola radici con letame in una delle tipiche frasi che si possono leggere e sentire dappertutto in questi giorni.
D'un tratto la metafora non suona più tanto bene, vero?
Ci sarebbe poi anche da dire cosa ne penso io. La sentenza della Corte è giusta ed equilibrata. Tra le altre cose dice:
Lo Stato è tenuto alla neutralità confessionale nel quadro dell’istruzione pubblica obbligatoria dove la presenza ai corsi è richiesta senza considerazione di religione e che deve cercare di insegnare agli allievi un pensiero critico.
Precisione ed equilibrio. In astratto. Nel concreto, so che il crocifisso in aula non ha impedito a me, e a molti altri, di sviluppare le mie capacità critiche. So che se da domani sparissero tutti i crocifissi da tutte le pareti di tutti le aule e uffici pubblici della nazione l'Italia non sarebbe un Paese più laico di quanto non sia mentre scrivo - con una classe politica pronta a mettere in saldo, pezzo dopo pezzo, il concetto di laicità dello Stato in cambio del silenzioso avallo e dell'appoggio elettorale delle gerarchie ecclesiastiche. So che forse la soluzione più sensata sarebbe discuterne caso per caso e, laddove dovessero sorgere dei problemi, provvedere a toglierlo. Ma so anche che con il buon senso non sempre si agisce per il meglio e che da qualche parte bisognava pur cominciare. Si è scelto di partire da un territorio di periferia, marginale, come il crocifisso nella aule. Adesso bisogna giocarsi bene le carte e cercare di spiegare con pazienza, tanta pazienza, che lo si è fatto anche per i cristiani. Anche per i cattolici. Per salvaguardare anche loro.
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2 novembre 2009
la freccia del tempo

Ruota attorno ad elementi domestici, la storia degli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi. Piccole rassicuranti molecole che, usualmente, la forza di coesione dell'esistenza combina a formare quella che chiamiamo quotidianità. Un lenzuolo, delle scale, la propria camera, un parco: oggetti e luoghi familiari rappresentano gli snodi di una vicenda la cui cronaca trovate nel post precedente.
Torno a scrivere di Stefano Cucchi per ripercorrere le tappe che lo hanno portato, in una settimana trascorsa tra una caserma dei Carabinieri, l'aula di un tribunale, la cella di un carcere e la stanza di un ospedale, alla morte. Lo farò partendo dalla fine, ribaltando l'ordinario fluire degli eventi; mostrando dapprima gli effetti e lasciando che siano gli effetti a far germinare i semi di cause a essi adeguate; sperando di rendere ancora più stridente,se possibile, l'incommensurabile distanza tra queste cause potenziali e la lacunosa cronaca ufficiale.
E' il primo pomeriggio del 22 Ottobre. I genitori di Stefano Cucchi sono all'obitorio e guardano il cadavere di loro figlio: ecchimosi evidenti sull'intero volto, l'arcata sopraccigliare sinistra spaventosamente rigonfia, l'occhio destro innaturalmente rientrato nell'orbita, la mandibola spezzata (ci sono anche una frattura del corpo vertebrale L3 e un'altra della vertebra coccigea).
Vi state chiedendo come ha fatto il trentunenne a ridursi così?
E' sempre il 22 Ottobre, poco dopo le 12. Un carabiniere si presenta a casa Cucchi per la notifica della richiesta di autopsia. Loro figlio è morto, circa sei ore prima. I genitori si precipitano al reparto detentivo dell'ospedale Sandro Pertini per chiedere spiegazioni sulla causa del decesso. Tutto quello che il medico di turno e il sovrintendente rispondono è che non sanno nulla perché il figlio ha "costantemente tenuto il lenzuolo sulla faccia". A questo punto i Cucchi si recano all'obitorio.
Vi state chiedendo com'è possibile che basti un lenzuolo per impedire il controllo di un detenuto? Vi state chiedendo perché un detenuto è finito all'ospedale in quelle condizioni?
Sono circa le due del 16 Ottobre. Stefano Cucchi è in Tribunale. Il giudice rinvia il suo giudizio al 13 Novembre e conferma la custodia cautelare in carcere; Stefano si arrabbia, tirando calci a una sedia (in modo apparentemente incompatibile con la presenza di vertebre fratturate). I genitori sono presenti; lo vedono in buona salute ma col volto tumefatto. Anche il giudice si è accorto delle tumefazioni e ha quindi disposto una visita all'interno del Tribunale durante la quale il giovane dichiara di avere "lesioni alla regione sacrale e agli arti inferiori". Dopo un rifiuto di ricovero all'ospedale Fatebenefratelli - "Ieri sono scivolato e sono caduto dalle scale" dirà al dottore che riscontrerà tre vertebre rotte in una radiografia al torace - e una notte al carcere Regina Coeli, Stefano Cucchi verrà infine ricoverato nel reparto detentivo dell'ospedale Sandro Pertini nella mattinata di Sabato 17 Ottobre senza che ai suoi genitori venga più permesso di vederlo ma rassicurandoli sul suo stato di salute, e lì rimarrà fino alle sei e venti minuti del 22 Ottobre, data del suo decesso.
Vi state chiedendo quale reato avesse commesso Stefano per non essere assegnato agli arresti domiciliari? E perché avesse il volto tumefatto?
Sono le 23.30 del 15 Ottobre. I carabinieri fermano Stefano nel parco degli Acquedotti a Roma. In compagnia di un cliente, sostengono (lui dirà che si trattava di un amico). Gli trovano addosso circa 20 grammi di sostanze stupefacenti (principalmente marijuana e poca cocaina). Dopo un primo interrogatorio, vanno a perquisire la sua camera nella casa in cui vive con i genitori. Rassicura la madre dicendole che non troveranno nulla ed in effetti è quello che accade. Anche i carabinieri tendono a minimizzare visto che si tratta di poca roba. Probabilmente si danno appuntamento per l'indomani, al Tribunale dove si celebrerà il processo per direttissima in cui si dichiarerà colpevole di possesso di stupefacenti ma per uso personale. Poi si avvia verso la caserma: su un paio di gambe salde, guardando la strada con occhi sani in un volto magro (pesa 43 chili) ma non segnato da colpi di nessun tipo.
E così siamo arrivati all'inizio. E alla fine di ogni domanda.
Fonte foto: photographale.
Apparso su BlogSicilia: Caltanissetta.
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Tutti i corvi sono neri
La cronologia degli eventi potete guardarla con i vostri occhi e ascoltarla con le vostre orecchie cliccando sul simbolo play qui accanto (la ricostruzione è stata fatta da Antonello Piroso nella puntata di NdP andata in onda su La7 ieri sera).
Una delle foto, scattate dalla famiglia dopo l'autopsia e non mostrate dalle televisioni nazionali per un improvviso conato di riguardo nei confronti della nostra sensibilità potete ammirarla alla vostra sinistra. Per farla breve, Stefano Cucchi viene arrestato in condizioni di salute normali alle 23.30 del 15 Ottobre 2009 e sette giorni dopo è in un obitorio.
Oggettivamente la vicenda è poco chiara, ma una raggio di luce ci viene regalato dal Ministro della Difesa, al secolo Ignazio La Russa - già parlamentare della Repubblica Italiana, già stimato membro di Alleanza Nazionale, già indimenticata controfigura di Satana nelle scene più pericolose della sua forutunata carriera cinematografica.
Proviamo ad avventurarci nei meandri dei processi mentali del Ministro, equipaggiati di un adeguato completo per la pressurizzazione in modo da poter sopravvivere nel vuoto; frase per frase vediamo di esplicitare i pensieri che si nascondono dietro le parole.
Quello che è successo non sono però in grado di dirlo perché si tratta di una competenza assolutamente estranea al ministero della Difesa: Ma che minchia vogliono questi da me? Ma non lo sanno che il Ministro dell'Attac...ehm...Difesa, Ignazio, devi dire Difes...Ho i miei cazzi, io; con l'Afghanistan, i Talebani di merda e i nostri valorosi ragazzi che tornano in valorose casse da morto. Quasi quasi scarico il barile. Dico di andare da Maroni così me li tolgo dalle palle. Li mando a rompere i maroni a Maroni che mi sta sui maroni.Questa è bella, me la segno...non ridere Ignazio, non ridere.
Quindi non ho strumenti per accertare: ma forse è meglio che sto zitto. Poi Maroni è sempre un collega anche se è leghista. Va beh, ora dico no comment così faccio vedere che so il latino. Un momento...Cos'è questa voce? Chi parla? Ma cosa? Certo Duce: Dio, Patria, Famiglia. Va bene, ma ora scenda giù da quel balcone che è pericoloso.
ma di una cosa sono certo: del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione: contento Duce?
Ma anche volendo ammettere che la certezza del comportamento corretto da parte dei carabinieri che il Ministro ha sia dovuto a un'estrapolazione per induzione (la stessa che fa dire a chi ha visto solo corvi neri che tutti i corvi sono neri) vorrei ricordargli la Scuola Diaz. La caserma di Bolzaneto. Federico Aldrovandi. I più recenti corvi non neri della storia delle forze armate italiane.
A meno che la correttezza di cui parla non si riferisca al fatto che l'autopsia sul corpo di Stefano Cucchi non ha evidenziato colpi sotto la cintura.
Una delle foto, scattate dalla famiglia dopo l'autopsia e non mostrate dalle televisioni nazionali per un improvviso conato di riguardo nei confronti della nostra sensibilità potete ammirarla alla vostra sinistra. Per farla breve, Stefano Cucchi viene arrestato in condizioni di salute normali alle 23.30 del 15 Ottobre 2009 e sette giorni dopo è in un obitorio.
Oggettivamente la vicenda è poco chiara, ma una raggio di luce ci viene regalato dal Ministro della Difesa, al secolo Ignazio La Russa - già parlamentare della Repubblica Italiana, già stimato membro di Alleanza Nazionale, già indimenticata controfigura di Satana nelle scene più pericolose della sua forutunata carriera cinematografica.
Quello che è successo non sono però in grado di dirlo perché si tratta di una competenza assolutamente estranea al ministero della Difesa. Quindi non ho strumenti per accertare, ma di una cosa sono certo: del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione.
Quello che è successo non sono però in grado di dirlo perché si tratta di una competenza assolutamente estranea al ministero della Difesa: Ma che minchia vogliono questi da me? Ma non lo sanno che il Ministro dell'Attac...ehm...Difesa, Ignazio, devi dire Difes...Ho i miei cazzi, io; con l'Afghanistan, i Talebani di merda e i nostri valorosi ragazzi che tornano in valorose casse da morto. Quasi quasi scarico il barile. Dico di andare da Maroni così me li tolgo dalle palle. Li mando a rompere i maroni a Maroni che mi sta sui maroni.Questa è bella, me la segno...non ridere Ignazio, non ridere.
Quindi non ho strumenti per accertare: ma forse è meglio che sto zitto. Poi Maroni è sempre un collega anche se è leghista. Va beh, ora dico no comment così faccio vedere che so il latino. Un momento...Cos'è questa voce? Chi parla? Ma cosa? Certo Duce: Dio, Patria, Famiglia. Va bene, ma ora scenda giù da quel balcone che è pericoloso.
ma di una cosa sono certo: del comportamento assolutamente corretto da parte dei carabinieri in questa occasione: contento Duce?
Ma anche volendo ammettere che la certezza del comportamento corretto da parte dei carabinieri che il Ministro ha sia dovuto a un'estrapolazione per induzione (la stessa che fa dire a chi ha visto solo corvi neri che tutti i corvi sono neri) vorrei ricordargli la Scuola Diaz. La caserma di Bolzaneto. Federico Aldrovandi. I più recenti corvi non neri della storia delle forze armate italiane.
A meno che la correttezza di cui parla non si riferisca al fatto che l'autopsia sul corpo di Stefano Cucchi non ha evidenziato colpi sotto la cintura.
16 ottobre 2009
Grandi opere
Con la solita complicità del mio mago di fotosciòppe preferito, ecco un innocuo divertissment a riguardo dei roboanti annunci sull'inizio dei lavori per il Ponte sullo Stretto di Messina.
E, finalmente, anche la Sicilia - con le sue strade pronte ad allagarsi al sopraggiungere di una pioggerellina estiva, le autostrade perennemente interrotte da lavori in corso, le reti ferroviarie a binario unico, quelle idriche in grado di disperdere più acqua di quanta ne distribuiscano etc. etc.- sarà italiana al cento per cento (parola di Premier): non più solo inadeguata ma anche adornata di luccicante inutilità.
E, finalmente, anche la Sicilia - con le sue strade pronte ad allagarsi al sopraggiungere di una pioggerellina estiva, le autostrade perennemente interrotte da lavori in corso, le reti ferroviarie a binario unico, quelle idriche in grado di disperdere più acqua di quanta ne distribuiscano etc. etc.- sarà italiana al cento per cento (parola di Premier): non più solo inadeguata ma anche adornata di luccicante inutilità.
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29 giugno 2009
The hitchhicker's guide to revolution
Cina, 1989
Teheran, 2009
Della serie: cosa non si fa quando si ha bisogno di un passaggio.
Purtroppo, sulla foto della donna iraniana che blocca il SUV del presidente Ahmadinejad non si hanno conferme di autenticità. Chapeau a chi ha avuto l'idea nel caso dovesse risultare ritoccata.
Ma se non lo fosse, quel Giambattista Vico lì, coi suoi corsi e ricorsi, una bella festa nel regno dei morti in cui poter calarsi nella parte dell'utilizzatore finale la sta organizzando di sicuro.
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| Da Repubblica |
Teheran, 2009
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| Da Twitpic |
Della serie: cosa non si fa quando si ha bisogno di un passaggio.
Purtroppo, sulla foto della donna iraniana che blocca il SUV del presidente Ahmadinejad non si hanno conferme di autenticità. Chapeau a chi ha avuto l'idea nel caso dovesse risultare ritoccata.
Ma se non lo fosse, quel Giambattista Vico lì, coi suoi corsi e ricorsi, una bella festa nel regno dei morti in cui poter calarsi nella parte dell'utilizzatore finale la sta organizzando di sicuro.
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23 giugno 2009
A rischio di astensione
L'astensione elettorale e quella sociale. Questo e poco altro nel mio secondo post per Caltanissetta Blog: La memoria del corpo. Tra l'altro, di quella politica parleremo più dettagliatamente su questi familiari lidi.
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29 settembre 2008
Altius Volitantparte II
Alla fine, in effetti, Alitalia è rimasta italiana. Ci hai pensato CAI, e questa sigla che fa tanto guaito di cane bastonato non inganni: si tratta di un piccolo ma intrepido esercito di imprenditori che ha lasciato i debiti allo Stato e ha rilevato, praticamente gratis, solo la parte in attivo. Quanto sarebbe orgoglioso di loro Henry Ford.
In parole povere l'accordo fa schifo in senso assoluto, cioè come fa schifo pensare che Maria De Filippi e Maurizio Costanzo possano davvero averci provato a riprodurre pag. 20 del KamaSutra.
Se poi lo si vede in relazione al piano proposto qualche mese fa da Airfrance, allora viene proprio da piangere come qualunque donna della mia generazione piange ogni volta che in TV ridanno Dirty Dancing.
E in tutto questo, riecco Veltroni.
Chi?
Ma dai, Veltroni! Quello che ti piaceva tanto quando parlava di cinema, ti ricordi? Quello che ti incazzavi quando gli altri rompevano le palle con la storia del buonismo. Quello che lo dicevi sempre: "Appena si decidono a mettere tutto nelle sue mani, gli facciamo un culo così a quegli altri". Quello che eri pronto a scommettere sulla sua intelligenza.
Ah! Ma tu dici il presidente del consiglio ombra? Quello che 'sta storia dell'ombra l'ha presa così seriamente da non farsi più vedere in giro? Il rimanda-manifestazioni-di-piazza-ad-Ottobre? L'uomo che ha in comune con G. W. Bush il record come essere deambulante con l'elettroencefalogramma più piatto del mondo?
Sì, quello.
Quel Veltroni, dopo aver visto, senza emettere suono, cose che noi umani purtroppo immaginavamo, seduto sulla poltroncina di Porta a Porta cerca di convincere gli italiani che il merito di quell'accordo scandaloso è suo. Non di dare la colpa di tutto all'attuale Governo. Ma di prendersi un merito invisibile ai più. Un merito ombra.
Allora non ti dai pace. Cerchi di capire. Fai quasi come il Dr. House e scrivi sulla lavagna bianca i sintomi nel tentativo di trovare una malattia che li spieghi tutti.
E proprio quando stai per rinunciare, demotivato e ridimensionato nella fiducia rispetto alle tua capacità analitica, la soluzione ti acceca: più del lampadario acceso a tradimento da tuo padre quando ti svegliava alle 7.30 perchè dovevi andare a scuola; più del sole quella mattina che la colomba ha scambiato la tua chioma fresca di shampoo per un monumento; più di quella supernova quando dall'oblo della Cuore d'Oro...(ok, qui ho esagerato).
Come sempre accade, la risposta è semplice: Veltroni, qualche anno fa, deve aver rubato un motorino.
E non un motorino qualunque.
Il motorino era quello di Alex Drastico.
E di tutte le maledizione lanciategli a lui è arrivata quella che nel filmato trovate tra i 2'27'' e 2'35''.
Ascoltate (anche tutto, eh, che si ride di gusto) e ditemi se non ho ragione.
In parole povere l'accordo fa schifo in senso assoluto, cioè come fa schifo pensare che Maria De Filippi e Maurizio Costanzo possano davvero averci provato a riprodurre pag. 20 del KamaSutra.
Se poi lo si vede in relazione al piano proposto qualche mese fa da Airfrance, allora viene proprio da piangere come qualunque donna della mia generazione piange ogni volta che in TV ridanno Dirty Dancing.
E in tutto questo, riecco Veltroni.
Chi?
Ma dai, Veltroni! Quello che ti piaceva tanto quando parlava di cinema, ti ricordi? Quello che ti incazzavi quando gli altri rompevano le palle con la storia del buonismo. Quello che lo dicevi sempre: "Appena si decidono a mettere tutto nelle sue mani, gli facciamo un culo così a quegli altri". Quello che eri pronto a scommettere sulla sua intelligenza.
Ah! Ma tu dici il presidente del consiglio ombra? Quello che 'sta storia dell'ombra l'ha presa così seriamente da non farsi più vedere in giro? Il rimanda-manifestazioni-di-piazza-ad-Ottobre? L'uomo che ha in comune con G. W. Bush il record come essere deambulante con l'elettroencefalogramma più piatto del mondo?
Sì, quello.
Quel Veltroni, dopo aver visto, senza emettere suono, cose che noi umani purtroppo immaginavamo, seduto sulla poltroncina di Porta a Porta cerca di convincere gli italiani che il merito di quell'accordo scandaloso è suo. Non di dare la colpa di tutto all'attuale Governo. Ma di prendersi un merito invisibile ai più. Un merito ombra.
Allora non ti dai pace. Cerchi di capire. Fai quasi come il Dr. House e scrivi sulla lavagna bianca i sintomi nel tentativo di trovare una malattia che li spieghi tutti.
E proprio quando stai per rinunciare, demotivato e ridimensionato nella fiducia rispetto alle tua capacità analitica, la soluzione ti acceca: più del lampadario acceso a tradimento da tuo padre quando ti svegliava alle 7.30 perchè dovevi andare a scuola; più del sole quella mattina che la colomba ha scambiato la tua chioma fresca di shampoo per un monumento; più di quella supernova quando dall'oblo della Cuore d'Oro...(ok, qui ho esagerato).
Come sempre accade, la risposta è semplice: Veltroni, qualche anno fa, deve aver rubato un motorino.
E non un motorino qualunque.
Il motorino era quello di Alex Drastico.
E di tutte le maledizione lanciategli a lui è arrivata quella che nel filmato trovate tra i 2'27'' e 2'35''.
Ascoltate (anche tutto, eh, che si ride di gusto) e ditemi se non ho ragione.
Altius Volitantparte I
AVVISO PARENTALE: quanto segue è stato scritto utilizzando un linguaggio esplicito ed è vivamente sconsigliato procedere con la lettura. L'autore, disgustato da se stesso, si è già autodenunciato, autoarrestato, autoincarcerato, autogiudicato e autocondannato alla visione per un'intera settimana di Porta a Porta.
Ve la ricordate questa scena? Eravate anche voi in quello stato di lieve euforia causato dalla consapevolezza che difficilmente vi sarebbe ricapitato, almeno in questa vita, di gridare TESTA DI MINCHIA a qualcuno con quella schiacciante percentuale di ragione?
Se la risposta a entrambe queste domande è sì, allora è probabile che non abbiate avuto bisogno di aspettare la confessione di Materazzi per sapere con quali parole fosse riuscito a ottenere la reazione di Zidane: una qualunque frase che si trovasse in un intorno ε, con ε piccolo a piacere, di questa:
Sono quasi centoventi minuti che corri e non sei ancora riuscito a sudare quanto ho fatto sudare ieri sera, in dieci minuti, quella zoccola di tua sorella.
Più o meno, insomma.
Le successive dichiarazioni rese al tribunale della FIFA (che Dio la benedifa) dai due giocatori hanno avvalorato questa sensazione collettiva.
Ma si sa: non sempre ciò che ci viene propinato dai media rispetta i canoni filosofici della verità.
La verità sarà anche là fuori ma non è che batta il marciapiede con giocosa spensieratezza (altrimenti potremmo identificarla con la sorella di Zidane; ma essendo, la verità, figlia unica ne consegue che l'ipotesi del marciapiede è errata).
E quindi?
Quindi, con i potenti mezzi messi a mia disposizione dall'allevamento clandestino di batteri allucinogeni di cui abbiamo già avuto modo di disquisire nei commenti qui, ecco una di quelle notizie che solo questo blog, dove l'informazione non è ancora condannata all'orrido silenzio imposto dai poteri forti - ma anche da quelli medi e, perchè no, quelli deboli, che quando si tratta di farsi tacitare l'informazione non fa alcuna discriminazione - potete trovare.
In quella serata di circa due anni fa, quando il cielo era blu sopra Berlino (mixare così impunemente i Pooh e Wim Wenders come ha fatto Marco Civoli richiede un allevamento di maiali nutriti con ghiande di acido lisergico. Mitico Civoli), questo fu ciò che Materazzi disse:
Col Cazzo che vi vendiamo Alitalia.
E poi, non contento, aggiunse:
Perchè i nostri uccelli di ferro sono più lunghi e volano più alti dei vostri.
Proprio un profeta, il nostro difensore.
Ma col senno di poi - cioè di oggi -, quasi quasi io sto con Zizou.
8 giugno 2008
C.N.S.
Supponiamo che, travolto da un attacco di BuonaDomenichite, io cominci a sostenere che è stato necessario l'accoppiamento sessuale dei miei genitori perchè io facessi capolino sul pianeta Terra. Due conseguenze di una tale mia affermazione sono facilmente pronosticabili: la prima è che voi che leggete questo blog ve ne sbattereste le palle (le lettrici saprebbero di sicuro ovviare all'anatomica assenza con ingegno e creatività, sbattendosene qualcos'altro); la seconda è che io balzerei prepotentemente in testa alla graduatoria per l'assegnazione del premio De Lapalisse 2008. Ma se invece sostenessi che quel pomeriggio di 31 anni fa mummy and daddy si sono abbandonati ai piaceri della carne per generare me - attenzione non un bambino in generale, cosa che la storiografia familiare dà per assodata, ma proprio me con i miei occhi e occhiali e naso e bocca e ombelico sporgente, col mio carico di speraznze belle e quasi tutte false e ambizioni inconfessabili, o confessabili ma irraggiungibili -, allora qualcuno mi farebbe notare che sto ingenuamente scambiando causa ed effetto, qualcun'altro si accerterebbe della disponibilità di posti nel reparto psichiatrico dell'ospedale a me più vicino, qualcun'altro ancora si feliciterebbe con me per la mia conversione alla teleologia di matrice cattolica (senza contare i più che se ne sbatterebbero bellamente le palle).
Nulla di tutto questo. Nella mia lunga latitanza non mi sono completamente rimbecillito (non più di quanto già non fossi, comunque), ma volevo fare un esempio stupido di come scambiare la condizione necessaria (C.N.) con quella sufficiente (C.S.) possa condurre a divertenti esiti.
Se si ha, come me, una sorta di venerazione per il rigore logico della matematica certe confusioni suscitano irritazione, specie quando compiute da persone che dovrebbero avere ben chiara la differenza.
Veniamo al dunque: leggete il titolo di questo articolo apparso ieri sul sito di Repubblica. In base a quanto c'è scritto, Silvio "tetrapresidente" Berlusconi, parlando del problema della pressione fiscale ad un convegno di Confindustria (talmente frequenti, questi convegni degli industriali, da indurmi a sospettare che la loro cadenza venga decisa in base al numero di idiozie pronunciate dal ministro Calderoli), avrebbe detto: "Pagare meno per pagare tutti".
Come dire: C.N. affinchè tutti paghino le tasse è che la tasse siano basse.
Come dire: se partiamo dall'ipotesi che tutti pagano le tasse possiamo dimostrare che le tasse sono basse.
Sarà che non capisco di economia, sarà che ho scarsa fiducia nell'umanità, ma mi sembra proprio una gran cazzata.
Ora, avendo letto i miei post precedenti (e gran parte di voi conoscendomi) sapete che non nutro alcuna simpatia per Silvio e i suoi né tengo in alcuna considerazione la sua intelligenza; un'uscita di quel tipo mi pare del tutto verosimile e continuo nella lettura del pezzo, contento di poter tornare a scrivere nel blog sparando a zero sul presidente operaio.
Certi virgolettati sono davvero da antologia ma quando arrivo alla parte incriminata vedo scritto che Berlusconi ha in realtà dichiarato: "Per pagare tutti meno tasse, bisogna che tutti le paghino".
Come dire: C.N. per pagare meno tasse è che tutti le paghino.
Come dire: se partiamo dall'ipotesi che la tasse sono basse si può dimostrare che questo accade perchè tutti le stanno pagando.
Sarà che non capisco di economia, sarà che non ho alcuna fiducia nell'umanità ma questo mi pare avere senso.
E allora? E allora all'anonimo giornalista di Repubblica, impudente scambista delle connessioni logiche do un suggerimento: scrivere meno per scrivere meglio. Anzi no: scrivere meglio per scrivere meno. Mmmhh...Ah, ci sono: Scrivere meno e basta.
nota: l'immagine, come spesso accade qui, proviene da Wikipedia ed è un ritratto di Eulero, uno che di condizioni necessarie e sufficienti ne sapeva a pacchi elevato a pacchi.
7 maggio 2008
Alla Fini della Fiera
C'e questa questione della Fiera del libro di Torino. C'è chi, come Gianni Vattimo, pensa che scegliere Israele come ospite d'onore mentre la gente in Palestina continua a morire sia sbagliato. Una risposta a Vattimo la da Yehoshua facendo notare come proprio gli scrittori (alla Fiera sono stati invitati anche Amos Oz e David Grossman) siano stati tra i più impegnati sostenitori di un processo di pace tra i due popoli (e anche molto critici con le politiche occupazioniste israeliane, aggiungo io).C'è poi un gruppo di teste di cazzo appartenenti ad alcuni centri sociali torinesi che il primo Maggio decide di bruciare un paio di bandiere (israeliane e statunitensi). Fin qui tutto chiaro, no? Fiera del libro, gente pro, gente contro, gruppo di teste di cazzo: nessuno si fa male, a parte, forse, il nostro irriducibile e magari troppo riformista desiderio di confronto pacato.
Ma c'e anche, negli stessi giorni, un ragazzo che, a Verona, viene pestato a morte da cinque giovani di nazionalità italiana non meglio identificati; tutto per una sigaretta rifiutata, pare.
Gli inquirenti scoprono poi che i cinque sono riconducibili ad associazioni di estrema destra. Destra radicale. Destra massimalista. Destra antagonista. Insomma, un gruppo di grosse teste di cazzo. Dopo qualche giorno di coma in ospedale, il ragazzo (Nicola Tommasoli, il suo nome) muore.
Fin qui tutto chiaro, no? Verona, ragazzi che passeggiano, gruppo d teste di cazzo: un essere umano muore.
Bandiere bruciate vs omicidio.
Secondo voi chi la vince la partita del fatto più grave?
Quel che segue è l'opinione che il neopresidente della Camera dei Deputati ha dato, due giorni fa, a Porta a Porta:
Lo sentite quel fastidioso stridìo di unghie che si spaccano cercando un impossibile appiglio su superficie lisce e riflettenti? Tranquilli: è solo Gianfranco Fini che, suo malgrado, scivola inesorabilmente nell'indecoroso pozzo della copertura politica.
Perché la sopraffazione del diverso da sé, l'affermazione della propria superiorità tramite la violenza non hanno una matrice ideologica, mentre l'antisionismo sì.
Ho un altro paio di gravi avvenimenti da porre all'attenzione del Presidente Fini, sicuro che se ne fosse stato a conoscenza li avrebbe usati nel suo paragone al posto dei fatti di Torino: Madonna a Parigi ha baciato una sconosciuta minacciando ancora la sopravvivenza della famiglia naturale formata da un uomo e una donna e tutelata dalla nostra costituzione; io, stanotte, ho avuto un attacco di dissenteria e non avendo un tricolore per le mani, ho dovuto ricorrere alla semplice carta per la mia igiene rettale, contravvenendo così all'indicazione spesso data da uno dei più autorevoli esponenti della nuova maggioranza (Umberto Bossi, n.d.r).
nota: la foto di Woody Allen trasformatosi in rabbino proviene dall'inquietante sito Curbed.
30 aprile 2008
Porti e riporti
Sì, l'hanno saputo anche a Springfield e non riescono a darsi pace. Io sono alla ricerca di scampati pericoli consolatori. Se ne avete, suggeriteli nei commenti. Ma dopo il 13 e il 14 Aprile, dopo le comunali di Roma, mi sa che l'unica via è quella di un appello diretto:Silvio, ti prego: quando mi avrai catturato non farmi prigioniero: uccidimi rapidamente.
nota: la strepitosa immagine personalizzabile di Bart alla lavagna è disponibile al seguente indirizzo.
24 aprile 2008
Solo per l'ultima volta
Si destò, un anno più vecchio.Scartare l'orologio che si era regalato, deglutendo intanto un caffè preparato il giorno
precedente, non gli portò il sollievo atteso.
Il telefono muto.
Le strette di mano dei colleghi, sempre quelle: l'estraneità
teporosa e cordiale ma superficiale, dimentica di ogni ricorrenza; intimità epidermica, aveva imparato a chiamarla.
La cena fredda.
Inargentato dalla luce livida del televisore acceso alle sue spalle,
sporse i piedi qualche centimetro oltre il bordo del parapetto del
balcone.
- Solo per l'ultima volta - una pubblicità salutò il suo salto.
nota: quando si legge una notizia come questa persino l'indignazione, persino la repulsione sembrano inadeguate.
La foto è di Dan Winters.
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15 aprile 2008
Dov'è wally?
Provate a cliccare sull'immagine qui accanto (per ingrandirla) e a cercare tra le varie foto quella di un esponente della sinistra italiana con una poltrona alla Camera dei Deputati o al Senato.Risparmiatevi pure la fatica: non ne troverete.
Per oggi i commenti finiscono qui: perché quando tutte le speranze di opposizione al centro-destra di Silvio Berlusconi e Umberto Bossi (e Fini? Perché è stato cosi defilato?) sono da riporre in una coalizione che tra le sue fila annovera Paola Binetti, Beppe Fioroni e Antonio di Pietro non è che la voglia di essere lucidi o salaci sia proprio alle stelle.
P.S.:una nota positiva: a X Factor, su Raidue, Marco Morgan Castoldi ha dichiarato, tra lo stupore di alcuni e l'ebetudine di parecchi: "Agli italiani non piace sperimentare, e lo si è visto in questi giorni". Comprerò, per la seconda volta, tutti i suoi dischi.
9 aprile 2008
Gimme more
"I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione". Lo ha detto il senatore Marcello Dell'Utri in un'intervista rilasciata a Klauscondicio, contenitore di approfondimento politico in rete.(fonte: Repubblica)Ammettiamo, pur con qualche riluttanza, che Marcello Dell'Utri -o chi supervisiona i suoi movimenti e le sue dichiarazioni- non sia un perfetto e totale idiota.
Partendo da una tale ipotesi, reagire solo con stupore (io l'ho fatto, in prima battuta) e offesa indignazione (in quanto figlio di un partigiano questa è stata la seconda fase che ho attraversato) a questa affermazione mi sembra inadeguato; occorre sforzarsi e cercare di capire quale ragionamento possa nascondersi dietro queste parole.
E allora OneMoreBlog nota come questa "colossale stronzata che sembra un invito a votare l'osceno Piddì pur di non far vincere l'unica cosa appena più oscena, il Pidielle" sia il preludio per un accordo sottobanco.
E' possibile, ma per quel che mi riguarda temo che l'intenzione sia un'altra, più subdola e spaventosa.
Dell'Utri e/o i suoi burattinai stanno agendo da provetti sperimentatori, il corpo sociale italiano la loro cavia da laboratorio; quella non è (o almeno non è solo) un'esternazione paradossale e stupida, è un test.
- Quanto la spariamo grossa? - devono aver pensato.
- Potremmo dire che in Italia il fascismo non ha mai mandato nessuno nei campi di concentramento. Al massimo in vacanza al confino.
- No, quella l'abbiamo già detta, non ti ricordi?
E come nella tanto abusata scena del ballo di fine anno in cui il ragazzo ingrifato, durante l'ultimo lento, spinge le mani sempre più in basso lungo la schiena di lei per raggiungere l'agognata meta dei suoi glutei, così le schiere del Cavaliere Silvio Berlusconi da 14 anni, ormai, sottopongono a verifica il limite di tolleranza degli italiani, andando sempre un pò più in là. Forse anche loro increduli di quanto questa soglia sia talmente elevata da sembrare irraggiungibile.
Supereremo il test anche questa volta.
E quando, la prossima settimana, avranno rioccupato le poltrone di Montecitorio e Palazzo Madama con una maggioranza che si prefigura ampia, sapranno che possono riscrivere i libri di storia. E poi vorranno di più.
Lasciatemi dire che ce lo saremo meritato.
15 marzo 2008
Alla Cina con furore
TIBET LIBERO!!!!!!!!!
(le foto sono tratte da flickr e il codice HTML per incorporare lo slideshow da downloadsquad)
(le foto sono tratte da flickr e il codice HTML per incorporare lo slideshow da downloadsquad)
13 marzo 2008
All work and no play makes Jack a dull boy. All work and no play makes Jack a dull boy. All work and no play makes Jack a dull boy...

Roma 13:55
"Oggi come oggi, prima di far cadere il governo Prodi, ci penserei sopra due volte, anzi dieci, probabilmente". Clemente Mastella fa autocritica nell'intervista al contenitore di approfondimento politico, in onda su 'YouTube', di Klaus Davi. (dal sito di repubblica)
Povero Clemente. Dinanzi ad un tale ipertrofico senno del poi, svanisce in noi, elettori di sinistra già nel 2006 ingannati dalla fatamorgana del voto utile, ogni istinto di intimargli un'osservanza monastica del detto:" Il silenzio è d'oro". E si dissolve persino quell'irrefrenabile desiderio di applicare alle sopracciglia del mai troppo dimenticato declamatore a cazzo di pseudo poesie di Neruda robuste graffette per impedirne il moto caotico e insopportabile, sport di cui è campione mondiale ex aequo con Carlo Ancelotti - vari studiosi di strategie comunicative sostengono che, in realtà, l'inarcamento forsennato rappresenti una tattica diversiva con cui il muflone di Ceppaloni confonde gli avversari per poterli poi ferire a morte con la solita raffica di stronzate.
Commossi da questo mea culpa, mettiamo ogni piccolo risentimento da parte e invitiamo Clemente Mastella da Ceppaloni a concedersi una vacanza rilassante in un luogo esclusivo, ovattato dalla neve più candida, ospite di un albergo il cui custode sa come far sentire i propri clienti accettati.
L'Overlook Hotel si trova in Oregon e il suo nome non fittizio è Timberline Lodge.
Vai Clemente, vai.
...All work and no play makes Jack a dull boy. All work and no play makes Jack a dull boy. All work and no play makes Jack a dull boy...
3 marzo 2008
avete paura dei fantasmi?
Non abbiatene alcuna. Dopo i radiohead, anche Trent Raznor e soci, scaduto il contratto con la loro casa discografica, decidono di mettere in rete il loro nuovo (monumentale) lavoro.Si tratta di ben 36 tracce strumentali per circa due ore e mezzo di musica.
Le opzioni di download sono variegate:
si va da quello gratuito del primo dei quattro ghosts (DRM's free,of course), a quello completo (ma veramente completo: le tracce in vari formati audio, un libretto di 40 pag in pdf e altra roba non meglio identificata) per soli 5$, a diverse altre opzioni, più costose, con supporti tradizionali (sempre che il blu-ray si possa già considerare tradizionale).
Io sto cercando,con qualche difficoltà dovuta al sovraccarico dei server, di scaricare la versione completamente gratutita. Se mi piacerà (anche solo al 20%), investirò i 5 dollari.
Se vi va di contribuire ad intasare i server per dimostrare loro che questo modo di distribuire la musica vi piace, visitate il sito.
1 marzo 2008
Go Gina, Go!
AVVISO PARENTALE: il post seguente include contenuti sessuali espliciti e ambiguità da commedia sexy all'italiana di linobanfiana alvarovitaliana edwigefenechiana memoria. Se ne sconsiglia pertanto la lettura ai visitatori che abbiano ricevuto di recente uno dei Sacramenti tra: Penitenza, Eucaristia, Unzione degli infermi e Ordine (o magari tutti insieme e non necessariamente nell'ordine); ma anche ai lettori del sempre pacato ed equilibrato quotidiano "Il Foglio".Pare che questo sia l'avvistamento decisivo. Che si sia in possesso di "immagini" chiare e definitive della sua esistenza. Che si possa scrivere la parola fine sull'astiosa e annosa (e fastidiosa e qualche altra decina di parole che finiscono in -osa) diatriba tra quelli che "voi siete dei pazzi visionari, non esiste alcuna prova scientifica a supporto delle vostre folli tesi" e quegli altri che, di rimando, "e invece è verissimo, io ne ho visto gli effetti, io uno l'ho anche toccato e non rompete le palle, voi miscredenti schiavi dell'arida scienza".
No, non trattasi di primo contatto con il nostro caro amico ET; ma in fin dei conti potremmo comunque definirlo un abitante dello spazio profondo: ladies and gentlemen, ecco a voi il punto G.
Nelle edizioni online delle maggiori testate giornalistiche italiane (qui e qui, per esempio) è stato possibile leggere delle "foto" scattate all'Eldorado dell'orgasmo femminile (in realtà si tratta di una ben più prosaica e fredda ecografia transvaginale), grazie ad un gruppo guidato dal prof. Jannini, sessuologo dell'Università de L'Aquila (non sfuggirà ai più l'ironia che un simile risultato sia stato ottenuto in una città il cui nome è quello di un uccello rapace).
L'hanno fotografato, proprio così. Il punto G era lì che stava per uscire dal Billionaire, dopo una serata trascorsa insieme agli amici punto F, punto I e punto A, quando il paparazzo sessuologo Jannini l'ha beccato e immortalato.
Ora, a dispetto della sua notoria ritrosia a mostrarsi, sarà costretto a paartecipare a "Porta a Porta" impegnato a rispondere a domande del tipo:
- Caro punto G, è vero che la G sta per Gnocca?
- Ma se io ora provassi a sfiorarla, lei urlerebbe?
- Cosa ne pensa del delitto di Cogne?
Ma al di là della mia morettiana fissazione per l'importanza delle parole; pare anche che non tutte le donne lo abbiano, il punto G-odurioso; per favore però, signori maschietti, aspettate almeno il secondo appuntamento prima di chiederle "clitoridea o vaginale?"; che mondo sarebbe quello in cui si viene discriminati anche per il tipo di orgasmo che si può raggiungere?
Ed in ogni caso: non pensiate che sia semplice trovarlo.
Per fortuna pare che la tecnologia arriverà presto in aiuto di noi viaggiatori smarriti dell'anatomia femminile.
Entro la fine dell'anno dovrebbero essere messi a punto il Gps (G-spot position system) e relativi nafigatori satellitari.
E anche Google, l'azienda di Mountain View sempre attenta alle novità, metterà a disposizione degli internauti il nuovissimo servizio G maps, dettagliate immagini in grado di guidare gli uomini verso la soddisfazione del loro atavico (forse la parola giusta è: primitivo) istinto di superpotenza e le donne da nessuna parte.
Fino ad allora ci si dovrà accontentare di queste indicazioni:seconda tuba a destra e poi dritto fino alla parete di separazione tra uretra e vagina.
Buon viaggio!
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