24 dicembre 2008

12 dicembre 2008

Tutto è bene quel che finisce

E pensare che il primo titolo proposto è stato:
101 Ways to Cook the Gaussian Effective Potential (in 5 minutes).
Piaceva persino al Prof, ma alla fine mi ha consigliato di scegliere qualcosa di più "istituzionale".

E così, eccoci qua. La tesi è consegnata. Ora si attende con ansia la comunicazione ufficiale della data della discussione orale.

Vi sono mancato? Se la risposta è sì, contattatemi in privato all'indirizzo email che trovate nel mio profilo. Ho il numero di un paio di ottimi psicanalisti che possono aiutarvi.

Voi a me siete mancati. O almeno così mi hanno fatto credere gli psicanalisti di cui sopra.

In ogni caso, grazie a voi che avete continuato a navigare queste pagine nonostante il mio silenzio. Per il fine settimana si chiude, che i miei hanno già scritto a "Chi l'ha visto?", e convincerli a ritirare la richiesta d'aiuto necessiterà di parecchio impegno.

Ci si risente da Lunedì, con la solita frequenza del tutto casuale.

Ah, scordavo. Per i più coraggiosi, ho messo su una pagina web con la prima pagina e mezzo dell'Introduzione della mia tesi. Vi assicuro che non seguendolo non vi perderete nulla.

26 ottobre 2008

Still Life


(via Giavasan)

Questo cortometraggio di Jon Knautz e scritto da Charles Johnston mostra con straordinaria chiarezza la superiorità delle buone idee rispetto al budget.
Qui trovate qualche notizia in più sul corto.

21 ottobre 2008

lo zen e l'arte del dissenso

Aggiornamento: un pò di materiale per approfondire il tema del post su indymedia and references therein.

Salve a tutti.

Sento, intanto, il dovere di esprimere il mio dispiacere per l'essermi unito in ritardo alla discussione sulle azioni da intraprendere per mostrare il nostro dissenso rispetto a una riforma che, come dice bene la petizione che in questi giorni stiamo firmando on line, promette "di portare al collasso il sistema pubblico della ricerca e dell'università".

Gli impegni di queste ultime settimane per passare dallo status di dottorando a quello di precario vero e proprio (a questo si sono ridotte le nostre aspirazioni) mi hanno anche impedito di partecipare alle assemblee e quindi non ho ancora ben chiari i motivi che ci hanno fatto decidere di non scendere in piazza a manifestare come si sta facendo nel resto d'Italia ( manifestazioni) e optare per una raccolta di firme on line.

Cio' che però mi appare evidente è che in tal modo L'Universita' di Catania sembra essere una zona di immobilità in un Universo in subbuglio. Il rischio serio che la nostra iniziativa corre è quello di passare del tutto sotto silenzio.

E allora viene da chiedersi: qual è il confine tra il silenzio e l'assenso? Continuando ad agire così da quale parte di quel confine ci stiamo posizionando?

La mia risposta a queste domande è stata quella di inviare sia alla rubrica Netmonitor di Repubblica (che in questi giorni si sta occupando delle varie forme di protesta alla riforma; di seguito il link:Netmonitor) che al magazine online step1 (step1) la richiesta di pubblicare un link alla nostra petizione. Per raggiungere un minimo di visibilità in attesa che si passi a qualcosa di più concreto.

Convinto, come sono, che una protesta che non giunga alle orecchie del destinatario faccia lo stesso rumore di una mano sola che applaude: nessuno.

Saluti,

Luca Marotta.

nota: questa è la email da me inviata al gruppo dei non strutturati dell'Università di Catania chiedendo, spero non troppo velatamente, di scendere in piazza a manifestare contro la riforma della Pubblica Istruzione decisa da Tremonti e Brunetta ma che passerà alla storia come riforma Gelmini. Intanto sulla sinistra trovate il banner per firmare la petizione on line, legittima ma a mio avviso inefficace, di cui parlo nella email; se vi va cliccate e lasciate il vostro nome. Grazie a tutti, anticipatamente.

18 ottobre 2008

Where in this world




There's no escape from a circling place.



p.s.: scusate la natura indisponentemente scarna dell'intervento ma, al momento, posso permettermi questo e poco altro (e, per la "gioia" di iltuoquantolibero, non ho neanche iniziato a scrivere la tesi). E scusate anche se, come ho spiegato qualche post addietro, non intervengo nei commenti; state pur certi che li leggo e nulla resterà impunito :D. La canzone è una canzone dei Notwist ed è tratta dall'album The Devil, You + Me. Visitate il loro sito perchè è davvero sorprendente. A presto con altre pillole.

3 ottobre 2008

Fwd: Scadenze per conseguimento titolo dottorato



Aggiornamento:
il giochino del sostituire le lettere ai puntini (lo so che pensavate fosse solo uno scherzo ma non lo era; fatelo e troverete una frase di senso compiuto che è anche una citazione) conteneva un piccolo errore, corretto grazie alla consulenza di quasimamma.



Ai Dottorandi XXI Ciclo

Opppor..!

Vi ricordo alcune cose importanti ai fini degli esami finali:
1) Occorre fare entro il 31 Ottobre domanda al Rettore, come vi è stato comunicato personalmente

Occca...!

2) Occorre che abbiate dato le 4 materie previste; non tutte mi risultano; spero che semplicemente abbiate dimenticato di darmi il foglio con il giudizio relativo, perché dobbiamo deliberare sull'ammissione all'esame finale il 13 Ottobre, e il superamento di queste materie è una delle condizioni necessarie;

E.c..mminchia! Ah no, va beh, qui sono in regola.

3) Occorre, sempre entro il 13 Ottobre, che il vostro tutor prepari una relazione di una pagina con una relazione scientifica sulla tesi e che me la facciate avere (voi direttamente o i vostri tutor);

Eccheb.bordell.! (il mio tutor si dissocia dalla mia del tutto personale e infondata interpretazione del suo pensiero).

4) Occorre, sempre entro la stessa data, una vostra relazione sull'attività del terzo anno;

Epppu...na!

5) Per la stesura della tesi assumo per default che tutti la scriviate in inglese; se qualcuno la stesse scrivendo in italiano (cosa che è comunque possibile), fatemi sapere rapidamente via e-mail.

Of cors ai uill vrait it in Inglisc

Spero di non avervi colto di sorpresa con tutte queste scadenze; in linea di principio dovreste esserne a conoscenza...

Dov'è Veltroni a dirmi che si può fare quando c'è bisogno di lui?

nota: naturalmente, più che per rendervi partecipi di ciò che mi aspetta, il post è in realtà un simpatico quanto divertente giochino: aggiunta finale al posto dei puntini. Soluzione: 5,3 5!
Qualche notizia in Italiano sul Corpus Clock del video qui.

1 ottobre 2008

Catania, 23:35












p.s.: cliccate per ingrandire l'immagine.

29 settembre 2008

Altius Volitant
parte II

Alla fine, in effetti, Alitalia è rimasta italiana. Ci hai pensato CAI, e questa sigla che fa tanto guaito di cane bastonato non inganni: si tratta di un piccolo ma intrepido esercito di imprenditori che ha lasciato i debiti allo Stato e ha rilevato, praticamente gratis, solo la parte in attivo. Quanto sarebbe orgoglioso di loro Henry Ford.

In parole povere l'accordo fa schifo in senso assoluto, cioè come fa schifo pensare che Maria De Filippi e Maurizio Costanzo possano davvero averci provato a riprodurre pag. 20 del KamaSutra.
Se poi lo si vede in relazione al piano proposto qualche mese fa da Airfrance, allora viene proprio da piangere come qualunque donna della mia generazione piange ogni volta che in TV ridanno Dirty Dancing.

E in tutto questo, riecco Veltroni.
Chi?
Ma dai, Veltroni! Quello che ti piaceva tanto quando parlava di cinema, ti ricordi? Quello che ti incazzavi quando gli altri rompevano le palle con la storia del buonismo. Quello che lo dicevi sempre: "Appena si decidono a mettere tutto nelle sue mani, gli facciamo un culo così a quegli altri". Quello che eri pronto a scommettere sulla sua intelligenza.
Ah! Ma tu dici il presidente del consiglio ombra? Quello che 'sta storia dell'ombra l'ha presa così seriamente da non farsi più vedere in giro? Il rimanda-manifestazioni-di-piazza-ad-Ottobre? L'uomo che ha in comune con G. W. Bush il record come essere deambulante con l'elettroencefalogramma più piatto del mondo?
Sì, quello.
Quel Veltroni, dopo aver visto, senza emettere suono, cose che noi umani purtroppo immaginavamo, seduto sulla poltroncina di Porta a Porta cerca di convincere gli italiani che il merito di quell'accordo scandaloso è suo. Non di dare la colpa di tutto all'attuale Governo. Ma di prendersi un merito invisibile ai più. Un merito ombra.

Allora non ti dai pace. Cerchi di capire. Fai quasi come il Dr. House e scrivi sulla lavagna bianca i sintomi nel tentativo di trovare una malattia che li spieghi tutti.
E proprio quando stai per rinunciare, demotivato e ridimensionato nella fiducia rispetto alle tua capacità analitica, la soluzione ti acceca: più del lampadario acceso a tradimento da tuo padre quando ti svegliava alle 7.30 perchè dovevi andare a scuola; più del sole quella mattina che la colomba ha scambiato la tua chioma fresca di shampoo per un monumento; più di quella supernova quando dall'oblo della Cuore d'Oro...(ok, qui ho esagerato).

Come sempre accade, la risposta è semplice: Veltroni, qualche anno fa, deve aver rubato un motorino.
E non un motorino qualunque.
Il motorino era quello di Alex Drastico.
E di tutte le maledizione lanciategli a lui è arrivata quella che nel filmato trovate tra i 2'27'' e 2'35''.
Ascoltate (anche tutto, eh, che si ride di gusto) e ditemi se non ho ragione.

Altius Volitant
parte I


AVVISO PARENTALE: quanto segue è stato scritto utilizzando un linguaggio esplicito ed è vivamente sconsigliato procedere con la lettura. L'autore, disgustato da se stesso, si è già autodenunciato, autoarrestato, autoincarcerato, autogiudicato e autocondannato alla visione per un'intera settimana di Porta a Porta.

Ve la ricordate questa scena? Eravate anche voi in quello stato di lieve euforia causato dalla consapevolezza che difficilmente vi sarebbe ricapitato, almeno in questa vita, di gridare TESTA DI MINCHIA a qualcuno con quella schiacciante percentuale di ragione?

Se la risposta a entrambe queste domande è sì, allora è probabile che non abbiate avuto bisogno di aspettare la confessione di Materazzi per sapere con quali parole fosse riuscito a ottenere la reazione di Zidane: una qualunque frase che si trovasse in un intorno ε, con ε piccolo a piacere, di questa:
Sono quasi centoventi minuti che corri e non sei ancora riuscito a sudare quanto ho fatto sudare ieri sera, in dieci minuti, quella zoccola di tua sorella.
Più o meno, insomma.

Le successive dichiarazioni rese al tribunale della FIFA (che Dio la benedifa) dai due giocatori hanno avvalorato questa sensazione collettiva.
Ma si sa: non sempre ciò che ci viene propinato dai media rispetta i canoni filosofici della verità.
La verità sarà anche là fuori ma non è che batta il marciapiede con giocosa spensieratezza (altrimenti potremmo identificarla con la sorella di Zidane; ma essendo, la verità, figlia unica ne consegue che l'ipotesi del marciapiede è errata).
E quindi?
Quindi, con i potenti mezzi messi a mia disposizione dall'allevamento clandestino di batteri allucinogeni di cui abbiamo già avuto modo di disquisire nei commenti qui, ecco una di quelle notizie che solo questo blog, dove l'informazione non è ancora condannata all'orrido silenzio imposto dai poteri forti - ma anche da quelli medi e, perchè no, quelli deboli, che quando si tratta di farsi tacitare l'informazione non fa alcuna discriminazione - potete trovare.

In quella serata di circa due anni fa, quando il cielo era blu sopra Berlino (mixare così impunemente i Pooh e Wim Wenders come ha fatto Marco Civoli richiede un allevamento di maiali nutriti con ghiande di acido lisergico. Mitico Civoli), questo fu ciò che Materazzi disse:
Col Cazzo che vi vendiamo Alitalia
.
E poi, non contento, aggiunse:
Perchè i nostri uccelli di ferro sono più lunghi e volano più alti dei vostri.

Proprio un profeta, il nostro difensore.
Ma col senno di poi - cioè di oggi -, quasi quasi io sto con Zizou.

21 settembre 2008

Carramba che sorpresa!

Stanchi delle continue fughe di brani del loro nuovo album verso i lidi di emule, i Mogwai lo hanno reso disponibile per l'ascolto sul loro MySpace. Il mio giudizio su questa band è talmente poco obiettivo (oscilla tra il grandioso, l'imprescindibile, il divino e il fondamentale), talmente fuori fuoco da sembrare uno di quei presunti film d'autore in cui il regista riesce a frantumarti le palle alla terza inquadratura. Ma ascoltate I love you, I'm going to blow up your school e avrete l'esatta descrizione di come mi sento hic et nunc.
Post Rock Is Not Dead

17 settembre 2008

I am not frightened to die


Se la storia della musica avesse una consistenza solida, ora che Richard Wright - uno dei fondatori dei Pink Floyd e loro tastierista - è morto, potremmo affermare retoricamente che di quella storia se ne è andato un pezzo sproporzionato. Vi ha mai toccato il culo mentre eravate sull'autobus affollato all'ora di punta, la storia della musica? Vi ha forse tirati sotto con la sua auto fuori controllo? No? E allora la menata del pezzo andato via ce la scordiamo (ok, l'ho detta io, mica voi; facevo così, per divertirci un pò in un momento triste).

Richard Wright aveva un enorme talento compositivo - nel video potrete apprezzarlo ascoltando la versione live di The Great Gig in the sky e sì, il tizio in camicia bianca e gilet grigio circondato da una prigione di tastiere di ogni tipo che si vede in principio è proprio lui -. Richard Wright aveva 65 anni. E, last but not least at all, Richard Wright aveva il cancro - immaginatevelo così: un'infiorescenza vermiglia screziata da pulsanti striature verde elettrico costellate da minuscoli nei vermigli ciascuno dei quali, ingrandito, è screziato da pulsanti striature verde elettrico costellate da infinitesimi nei vermigli ciascuno dei quali ... -.

E ora doppia chiusura.

Per i più sensibili: da stanotte , quando alzati gli occhi al cielo in cerca del Grande Carro vi sorprenderete nel trovare un punto luminoso in più, sappiate che quel punto è Richard Wright.

Per i più cinici: da stanotte , quando alzati gli occhi al cielo in cerca del Grande Carro vi sorprenderete nel trovare un punto luminoso in più, sappiate che è da un pezzo che la psichedelia non si onora più abusando di LSD.

p.s.: io quasi subito dopo aver letto la notizia ieri notte nei sottopancia di RaiNews24 ho pensato: "Minchia, niente concerto della reunion." A quale delle due categorie sopra appartengo?

7 settembre 2008

Tema: le tue vacanze

Svolgimento: Olimpiadi e Underworld.


note a margine del tema
Fossi un arciere di quelli bravi, di quelli oltre l'impassibile precisione dei koreani che ci hanno rifilato la medaglia d'argento, di quelli al di là degli insegnamenti zen che sostengono la necessità di non mirare al bersaglio per colpirlo, questo farei: incoccherei quella freccia di carbonio che è la mia esistenza sublunare e, tendendo la corda al massimo, fino al contatto con le labbra - da essa storpiate in un ghigno terribile e malinconico -, tirerei verso quell'unico punto in cui ciò che avrebbe potuto essere e cio che è si cortocircuitano. Perchè si faccia carne l'anelito a una vita olomorfa: indulgente con il proprio inizio, ardentemente conscia della propria fine, sprezzantemente incurante del percorso che l'inizio e la fine collega.

***

Poi, a parte il tiro con l'arco, negli sport di squadra non è andata benissimo. Le ragazze del volley, partite d'oro zecchino, non sono neanche arrivate alle semifinali (seguendo le orme dello squadrone maschile di circa un decennio fa, che vinceva qualunque torneo anche tenendo un braccio legato dietro la schiena ma quando arrivava alle Olimpiadi proprio non ce la faceva). Ma prima o poi questo fottuto posto più alto del podio nella pallavolo riusciremo a scalarlo. Del quarto posto della ginnastica ritmica e del bronzo del fioretto femminile non ne parliamo nemmeno. Parliamo invece della bella usanza negli sport di squadra, dopo il ritiro di un giocatore particolarmente rappresentativo, di non assegnare a nessun altro il suo numero di maglia. Ecco, secondo me dopo la pubblicazione di Underworld nel 1997 avrebbero dovuto ritirare la stampa a caratteri mobili, le macchine da scrivere, i computer, le bic, le matite etc. E questo è uno dei tanti motivi - tutti gli altri essendo la mia pigrizia - per cui non ho più scritto. Se pensate che stia esagerando - e un pò lo sto facendo, chiaro - compratelo e ne riparleremo dopo che lo avrete letto, cioè fra un paio di anni se lo farete al mio ritmo. Intanto un antipasto lo trovate su aNobii.

***

Ti svegliavi alle 01.00 a.m. e c'era in studio Alessandro Tiberti a inscenare tristissimi spettacolini di traduzione, supportato da un'imbarazzatissima - almeno lei - ragazza cinese ridotta allo status di straniera in patria.
Ti svegliavi alle 03.00 a.m. e Federica Pellegrini ci impiegava 4 vasche e 1'54''82 a convincerti che il momento di dare il giusto peso alla tua totale mancanza di stile nello stile libero - e in qualunque altra specialità del nuoto, a dirla tutta - era arrivato.
Ti svegliavi intorno alle 04.30 e facevi in tempo a vedere Alex Schwazer piangere perchè finalmente capace di dimostrare a tutti che a camminare in quel cazzo di modo disarticolato - ma fluidissimo, per carità - il più forte e il più veloce è lui.
Ti svegliavi alle 01.00 p.m. e potevi ammirare Valentina Vezzali e Margherita Granbassi e Giovanna Trillini sciogliere misura e colpire di fluetto e parare di quarta e andare a bersaglio non valido e minacciare di morte, con lo sguardo, giudici che ricostruivano azioni in cui non ho mai capito che c'è da ricostruire - ma non è proprio questo il bello delle Olimpiadi?
Ti svegliavi alle 04.30 p.m. e se tra una strofinata agli occhi, la ricerca del telecomando e la sintonizzazione su raidue trascorrevano più di 9''69 ti eri perso lo spettacolo di Usain Bolt che praticamente passeggiando dai 75 metri in poi abbatteva in un sol colpo record del mondo sui 100 metri piani e orgoglio americano.
Ti svegliavi alle 06.00 p.m. e quasi ci restavi male nel non trovare a Pechino Winona Ryder esibirsi nel suo magico show con le palline da ping pong:

(l'ho trovato solo in spagnolo, mi dispiace).

***

La pazienza e l'assiduità con cui avete continuato a passare di qui nonostante i miei non aggiornamenti meriterebbero ricompense migliori di quella che sto per dare.
Ma prima vorrei ringraziare quasimamma per aver cercato di spronarmi a tornare a scrivere - ad un certo punto mi ha proposto un impressionante elenco di fobie invitandomi a sceglierne una su cui
tramare, ed ElenaGinevra che ritenendomi in grado di scrivere, e di farlo bene, un elogio dello starnuto, mi ha commosso una volta di più.
Questo link vi consentirà di scaricare un file pdf che contiene una roba che ho cominciato a scrivere qualche tempo fa e poi ho abbandonato. E' pretenziosa e anche un pò pretenziosa, ma soprattutto è pretenziosa. E' anche incompleta naturalmente e in un futuro non so quanto prossimo la riscriverò in maniera molto diversa. A pensarci bene, più che una ricompensa mi pare una punizione per la vostra pervicacia, ma spero non me ne vogliate troppo.


***

L'immagine è una riproduzione de "Il trionfo della morte" di Pieter Bruegel Il Vecchio, ha a che vedere con Underworld, l'ho scaricata tempo fa e non ricordo da dove

7 agosto 2008

emmessenne

if we can't see now we might never see:
volevo scrivere qualcosa sulla meravigliosa astensione del PD nel voto sul conflitto di attribuzione per il caso di Eluana Englaro
There is too much caffeine in my bloodstream, and a lack of real spice in my life :
ma dopotutto che dovevano fare? tirare testa o croce su chi tra margherita e ds doveva spuntarla?
if we can't see now we might never see:
in questo senso ho paura che le carte siano mischiate
if we can't see now we might never see:
che qualcuno della margherita avrebbe votato contro e qualche stronzo ds a favore
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mi pare ovvio
if we can't see now we might never see:
più che altro il caso mi sembra interessante per due vicende
if we can't see now we might never see:
non tanto per l'astensione in sé quanto per l'essere manifestazione evidente della doppiezza ipocrita della chiesa
if we can't see now we might never see:
che si appella alla naturalità per avversare la fecondazione assistita
if we can't see now we might never see:
e quando uno chiede che venga rispettata la natura staccando un fottuto sondino
if we can't see now we might never see:
assecondata più che rispettata
if we can't see now we might never see:
allora no
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già vero
if we can't see now we might never see:
la macchina non si stacca
if we can't see now we might never see:
chi se ne fotte della natura
if we can't see now we might never see:
la vita è sacra
if we can't see now we might never see:
e non solo
if we can't see now we might never see:
in questo atteggiamento
if we can't see now we might never see:
oltre che doppiezza vedo anche un orizzonte filosofico abbastanza misero a dispetto di quello che tutti ci vogliono far credere
if we can't see now we might never see:
un attaccamento alla vita terrena che fa sospettare che non ci credano poi tanto a tutte quelle menate sul regno dei cieli
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già, è vero
if we can't see now we might never see:
(o magari sono sicuri di finire all'inferno)
if we can't see now we might never see:
quando una disciplina
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meglio restare ancorati alla pellaccia finché la si ha
if we can't see now we might never see:
disprezzata ed etichettata come materialistica quale la fisica ha già la risposta
if we can't see now we might never see:
la vita eterna ce la dà il primo pincipio della termodinamica
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eheheh
if we can't see now we might never see:
e quel pò di energia libera che c'è nel corpo di un defunto passa al terreno
if we can't see now we might never see:
e poi alle piante
if we can't see now we might never see:
e poi ai frutti etc
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peccato che saremo solo particelle e radiazione senza nessun senso (grazie al secondo principio)
if we can't see now we might never see:
e torna in circolo
if we can't see now we might never see:
per la morte termica c'è ancora tempo
if we can't see now we might never see:
intanto Eluana Englaro ritornerebbe a vivere
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ah in quel senso sì
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(che poi si sia tutti destinati ad una fine di merda è un'altra cosa)
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mi pare talmente enorme questa visione delle cose
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talmente onnicomprensiva
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eheh
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se consideri che il carbonio di cui siamo fatti viene dalle stelle
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ma questo nn lo dire ai preti che ti prendono per eretico in questioni dogmatiche
if we can't see now we might never see:
e proprio questo è il punto
if we can't see now we might never see:
da un lato una dottrina fideistica e antropocentrica
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già
if we can't see now we might never see:
dall'altro un modello razionale e universale
if we can't see now we might never see:
ma che cazzo
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è come la pubblicità di quello che ti offre due fustini al prezzo di uno
if we can't see now we might never see:
grazie, li prendo
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ovviamente la gente sceglia la dottrina antropocentrica non c'è partita
if we can't see now we might never see:
ecco, mi sfugge i perchè
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è un trauma per tutti non sentirsi al centro del mondo
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quell'altra mi pare persino più consolatoria
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può darsi
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è anche un passo necessario per la crescita, ma non tutti sono disposti a farlo
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forse è un trauma perché alla fine i mondo è vissuto in modo soggettivo e non oggettivo
if we can't see now we might never see:
io credo di essere abbastanza egocentrico da poter sopravvivere al vortice di prospettiva totale
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quindi cambiare prospettiva è una cosa difficile e per molti non naturale
if we can't see now we might never see:
ma l'idea di non essere io il perno non mi stupisce
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:D aahahhaha douglas adams aveva capito tutto
if we can't see now we might never see:
DNA era un grande
if we can't see now we might never see:
cazzo
if we can't see now we might never see:
degli emo in tv
if we can't see now we might never see:
aiutoooooooooooo
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già
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il cattolicesimo consola chi ha perso individualmente il centro del mondo, ridandoglielo come specie, e come pianeta
There is too much caffeine in my bloodstream, and a lack of real spice in my life :
sì cazzo!
There is too much caffeine in my bloodstream, and a lack of real spice in my life :
stacca
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potrebbe succederti come nel video di elio
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poi si materializzano
if we can't see now we might never see:
ah dannato mondo della televisione commerciale
if we can't see now we might never see:
e ciononostante comunque,
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mi sa che io vado a dormire s'è fatto tardi
if we can't see now we might never see:
l'idea di essere parte dell'universo e non del solo pianeta terra mi sembra sempre preferibile
if we can't see now we might never see:
io prima leggo un pò di DeLillo
There is too much caffeine in my bloodstream, and a lack of real spice in my life :
ahahaahhahh

nota: lo so che non sarà di facile lettura. Tenete presente che io (if we can't see now we might never see il mio nick) su MSN uso poca punteggiatura e per dividere frasi e concetti vado a capo. Sono curioso di leggere il commento di iltuoquantolibero. Un grazie va ovviamente al mio interlocutore, MG, che qui parla poco ma, credetemi, vale molto più di me (soprattutto come Fisico). Indovinate dove ho rubato l'immagine? Ma su wikimedia, che domande.

2 agosto 2008

Detrito #1

Lo nutriremo col silenzio,
e la voce intaglierà nella lama della resa.
Lo nutriremo con l'attesa,
e agli istanti ruberà quietudine e pazienza.
Lo nutriremo con l'assenza
e gli abissi colmerà, inesorabile ed immenso.

1 agosto 2008

()

La si può ignorare. Per convenienza. Per ipocrisia. Per genuina incapacità di comprenderla. Certo è che esiste una statica dei sentimenti. E non è che non ci si provi a violarla, a sfoggiare equilibrismi retorici per tenere la piramide dei rapporti in bilico sul vertice. Il principio di Torricelli non lo si abbindola, ha una gran faccia da culo e continua a ripetere: se il tuo piano d'appoggio si riduce a un punto, tutto precipiterà. E, nonostante tutti gli sforzi, sotto le macerie non sarai da solo.

27 luglio 2008

De-evolution (ovvero: De Ueist Lend)

bacino_poLunedì è il giorno più crudele, primo petalo nell'esapartita corolla di quel fiore prematuro e sleale che è la settimana lavorativa. Seduti nelle diverse aule, in attesa che arrivino i maestri, anche i bambini della scuola elementare Carlo Cattaneo ne sono consapevoli ad un qualche livello sottocutaneo; voci acute pungolano l'aria: il pareggio nel derby della sera prima o la nonna addormentatasi nel bel mezzo della Messa di mezzogiorno, ogni chiacchiera è un tentativo di innestare cellule domenicali nel grigio tessuto dei giorni feriali. Carlo G. la conosce bene quella delusione e le riserva il rispetto e l'accoglienza che si devono ad un amico di vecchia data; ma scendendo dalle scale che dalla sala insegnanti al secondo piano portano alla terza B non ha altro pensiero che quello di non perdere l'equilibrio; reggere il recipiente in plexiglas colmo d'acqua si sta rivelando più faticoso del previsto.
"C'era una volta un tiranno", esordisce, con voce strozzata dallo sforzo, Carlo, maestro elementare, dopo aver attraversato la porta dell'aula, riuscendo a zittire tutti per la prima volta dall'inizio dell'anno scolastico; poggia il contenitore sulla cattedra e non può non registrare una punta di soddisfazione nel vedere gli sguardi interrogativi dei suoi alunni. Sorride e riparte, agitando le mani aperte al loro indirizzo come a dire: va tutto bene, non preoccupatevi.
"Un tiranno molto furbo e molto sospettoso di nome Gerone. Un giorno Gerone ordinò al miglior orafo della sua città di forgiare una corona d'oro da donare alle divinità per ringraziarle della prosperità del suo regno. Consegnò quindi un chilo d'oro all'artigiano dandogli un certo tempo per completare il lavoro. Trascorso questo tempo l'orefice consegnò la corona e il tiranno, diffidente come al suo solito, la fece pesare per assicurarsi che tutto l'oro fosse stato usato.
Nonostante il peso fosse quello giusto Gerone continuava a nutrire dei dubbi: e se l'orafo avesse tenuto per sé parte dell'oro sostituendolo con un metallo meno prezioso avendo cura di creare un oggetto del peso giusto?
Per rispondere a questa domanda il re convocò un grande scienziato, Archimede1.
- Archimede! - gli disse - io credo che colui che ha fabbricato questa corona stia cercando di derubarmi. Trova un modo per provare se essa sia d'oro puro o meno, senza però rovinarla in alcun modo perchè gli dei a cui l'ho donata potrebbero adirarsi.
Lo scienziato accettò la sfida e passò giorni, e notti, alla ricerca di una soluzione. Stava quasi per arrendersi quando, entrando in una vasca per farsi un bagno, si accorse che il livello dell'acqua saliva man mano che il suo corpo si immergeva. Allora si rese conto che un qualunque oggetto immerso in un liquido ne sposta una quantità che occupa il volume del corpo stesso; e visto che sostanze diverse, a parità di peso, occupano volumi diversi intuì che bastava immergere in un recipiente pieno d'acqua prima la corona e poi un chilo d'oro puro: se il volume di acqua traboccata fosse stato diverso, avrebbe dimostrato che l'orefice aveva cercato di rubare l'oro del sovrano. Per l'eccitazione uscì dalla vasca e si mise a correre completamente nudo per le strade della città gridando Eureka, che vuol dire ho trovato.
Così Archimede riuscì a risolvere l'enigma, Gerone ebbe soddisfazione e grazie a quell'intuizione noi abbiamo avuto le mongolfiere e sappiamo come fanno i surfisti a stare a galla2. Piaciuta la storiella?"
Qualche sbadiglio e molte mani che stropicciano gli occhi sono la risposta non inattesa.
"Ok, passiamo al piano B. Qualcuno vuole immergere qualcosa nel recipiente per vedere se il livello dell'acqua si alza?"
Solo qualche minuto dopo per la classe si aggiravano quindici furie intente a rincorrersi schizzarsi acqua l'un l'altra tra le proteste, non troppo convinte per la verità, di Carlo.
Ristabilita una parvenza d'ordine, dall'ultimo banco e ancora col fiatone, Adalgisa alza il braccio e, ad un suo cenno, gli chiede:
"Maestro, da dove veniva Amirchede?"
"Archimede, Adalgisa. Si chiamava Archimede"
"Da dove veniva Archideme?"
"Da Siracusa"
"E dov'è Siracusa?"
"In Sicilia, Adalgisa"
La bimba non ha altre domande. Pronuncia a parte, era riuscito a stimolare la loro attenzione dopotutto. Lodato sia il piano B.

****

Lunedì era il giorno più crudele, prima che arrivasse il martedì. Il direttore, braccia conserte e piede destro a percuotere il marmo del pavimento al ritmo del suo nervosismo in sala insegnanti, invita Carlo a seguirlo nel suo ufficio.
Dietro la scrivania del dirigente scolastico la foto del governatore padano osserva entrambi con sguardo corrucciato.
"Allora signor G., lei mi deve delle spiegazioni?"
"Davvero?"
"Ha idea di quante famiglie hanno chiamato lamentandosi per il comportamento da lei tenuto ieri in terza B?"
"Oddio. Se si riferisce a quella storia dell'acqua in classe non immaginavo, davvero. Ma i bambini hanno apprezzato e non credo sia il caso di preoccuparsi"
"Acqua in classe? Beh, di quello ci occuperemo dopo"
"Direttore, se non si tratta di quello non capisco di cosa stiamo parlando"
"Via signor G., non faccia finta di niente. Lei ha palesemente violato
la legge Bossi-Gelmini del novembre 2008
sulla riforma federalista della Pubblica Istruzione."
"In che senso, scusi? Il bisnonno del bisnonno del mio bisnonno era padano; e lo sapete bene anche voi, altrimenti non avrei avuto questo posto di lavoro."
Il direttore gli porge un foglio di carta dattiloscritto invitandolo a leggere ad alta voce.
"Allo scopo di salvaguardare l'identità padana è severamente proibito attribuire la paternità di idee, scoperte o invenzioni di cruciale rilievo a personalità non riconducibili allo Stato Padano."
"Lei ha detto che Archimede era di Siracusa, signor G."
"Io ho detto la verità, direttore"
"Certo, la verità. Li conosco i tipi come lei, sa signor G.? Pronti a metter tutto in discussione, a relativizzare, purchè non si tratti delle proprie convinzioni. Quel resoconto di Vitruvio che lei ha raccontato a quegli innocenti è stato messo in dubbio persino da Galilei, o sbaglio?"
"Galilei pensava che il metodo del recipiente colmo d'acqua fosse troppo poco originale per un genio come Archimede; non dubitava della sua grandezza. La storia non può..."
"La storia la scrivono i vincitori" sibila a denti stretti il direttore, indicando con la mano destra la foto del governatore Bossi alle sue spalle.
"Trovi come rimediare al suo errore entro domani. Le sue lezioni di oggi sono sospese. Ora può andare."
Uscendo dall'ufficio senza salutare Carlo si maledice per non aver pensato a preparare un piano B.

****

Ed eccolo lì, davanti ai suoi bambini e al direttore appoggiato alla parete in fondo all'aula per assicurarsi di persona che la legge venga rispettata.
"Bambini, ricordate la storia di Gerone e Archimede?"
Un unisono di sì si leva dai banchi.
"Bene. E vi era piaciuta?"
Altro coro affermativo.
"Benissimo. Oggi, però, in presenza del direttore, è giusto che io sottolinei che quella storia era una favola che ho inventato per voi, per suscitare il vostro interesse. Ed è ancor più giusto che vi dica come è andata veramente."
"In realtà è stato il governatore Bossi a scoprire che un corpo immerso in un liquido ne sposta una quantità pari al suo volume, e riceve una spinta verso l'alto pari al peso del volume di liquido spostato. Stava passeggiando sulle sponde del sacro Po in una giornata afosa ed ebbe voglia di fare un tuffo per rinfrescarsi. Buttatosi in acqua ed accortosi che non affondava esclamò: - Ciùmbia! Allora è vero che gli stronzi stanno a galla -"
Qualcuno soffoca una risata; qualcuno porta le mani alla bocca, spinto da quello stupore affascinato che le piccole volgarità generano.
Il direttore esce infuriato dalla classe e, appena nel corridoio, si volta verso Carlo, lo guarda con gli occhi ridotti ad una fessura e percorre con il pollice la propria gola, da sinistra a destra.
Anche lui, evidentemente, aveva preparato un piano B.

1. Noi ci dobbiamo accontentare dei RIS di Parma, o, al più, di Grissom alla TV
2. Dell'orefice Vitruvio non dà nessuna notizia (per quel che ne so), ma pare fondato il sospetto che per lui non ci sia stato happy ending.

nota: Quando l'ho pensata, una settimana fa dopo le dichiarazioni assurde di Bossi, sembrava meglio. Prometto che dalla prossima volta la smetto con le distopie. Prometto che la prossima volta che vorrò dare dello stronzo a qualcuno sarò molto più breve. La foto del bacino del Po si trova qui.

9 luglio 2008

SPAcciMme


Causa presenza nel post precedente di un commento proveniente per direttissima dalle strade di Napoli ho cambiato le impostazioni dei commenti inserendo la verifica parole, nel tentativo di limitare SPAM e altre cose del genere. Mi scuso per gli eventuali disagi.
A proposito. Grazie ad informatori di cui non posso rivelare l'identità, sono venuto a conoscenza del piano congiunto per risolvere la crisi dei rifiuti di Napoli e quella di Alitalia elaborato dall'efficientissimo Consiglio dei Ministri.
L'idea sarebbe quella di imbarcare le tonnellate di immondizia sugli aerei della compagnia di bandiera conducendole senza sosta da un aeroporto all'altro -così, come è giusto che sia, la monnezza potrà finalmente guardarci dall'alto in basso. I soldi delle bollette dei cittadini napoletani andranno a rimpinguare le casse dell'azienda risanandone il debito e le strade del capoluogo campano saranno di nuovo libere ad imperitura memoria del nostro premier.
E' proprio un diavolaccio, quel Tremonti lì.

nota: un ringraziamento a iltuoquantolibero che per primo ha testato il sistema di verifica, saggiandone l'amichevolezza per l'utente. L'immagine fa cacare, ma la manipolazione di jpg non è per nulla il mio forte. E poi: vi siete accorti che adesso nella barra degli indirizzi del vostro browser quando vi connettete al blog, sulla sinistra c'è un'immagine identificativa specifica e non il logo di Blogger (cioà no?dicia ca si chiama favicon)? Qualcuno riesce ad indovinare cos'è?

6 luglio 2008

il crepuscolo della maieutica

Resta un ultimo passo; che a compierlo sarà il dito indice della mia mano destra, martoriato dall'autocannibalismo con il quale sfogo le nevrosi in cui spesso indugio, è forse un segno accecante dell'antipodismo esistenziale che travolge gli argini di questo nuovo spavaldo mondo? O sono le mie stremate sinapsi, allentato il controllo sul reale, a tessere trame fragili e iridescenti tra concetti la cui siderale distanza è deflazionata dal sogno cosciente che sogna chi si costringe alla veglia? Di sicuro c'è quel passo, l'ultimo, ad aspettarmi; con il cipiglio severo e altezzoso che gli ultimi passi hanno, figlio, forse, della consapevolezza di essere testimonianze e sentinelle insieme della natura irreversibile della decisiodinamica.
Dunque, schiaccio il tasto sinistro del mouse e sullo schermo il pulsante che incornicia la parola Submit assume una tonalità più scura; passa qualche secondo e l'articolo su cui tanto, ma sempre troppo poco, ho lavorato è inviato. Non resta che apettare il giudizio derisorio dei referee, dico a voce non abbastanza bassa da non poterla udire.
Le quattro mattonelle che mi separano dal letto sono affollate di polvere e bottiglie di plastica vuote; piuttosto che schivarle, mi tuffo sul materasso, come fosse il mare di riposo dentro il quale desidero annegare al più presto; gli occhi li chiudo mentre in volo; così, per non perder tempo. L'impatto non è abbastanza violento da causare un cedimento strutturale della rete, ma il rumore è forte e di sicuro i cari e pignoli anziani coniugi del piano inferiore troveranno il modo, domani, di incontrarmi in ascensore e rimproverarmi lo scarso rispetto per il loro delicato rapporto con il sonno.
Domani è un altro giorno, afferma sorridente la Rossella O'Hara che si ostina ad essere in me nonostante le abbia più volte chiarito che non vedrò mai Via Col Vento.
Petula parecchio la mia Rossella ma in quanto a udito sono cazzi e non si accorge che qualcuno bussa energicamente alla porta: niente campanello che, tra l'altro, ha misteriosamente smesso di funzionare qualche anno fa e il padrone di casa non si degna di far riparare e io me ne frego così ho un'ottima scusa per non aprire e foraggiare la mia asocialità; niente pugno gentilmente poggiato sulla superficie di un legno ruvido e masticato dagli anni; è un insistente e pesante palmo aperto a ventaglio ad abbattersi sulla mia speranza di dormire.
Evidentemente i vicini hanno varcato la soglia oltre la quale domani indica un tempo troppo distante.
Scusate, davvero, ma il letto si è rotto e...oppure Sono desolato ma si è appena aperto un passaggio dimensionale nella mia camera e, sapete, la collisione di universi può essere un tantino assordante, oppure Lasciatemi in pace, vecchi rompicoglioni. Ho fatto bordello, e allora? Non succede quasi mai e voi subito qui a frantumare le palle. Ma quand'è che mollerete l'oscena presa dall'albero della vita, foglie avvizzite del cazzo?
Passando in rassegna le possibili reazioni ho attraversato l'intero corridoio e ho pure aperto, senza pensarci su, la porta e davanti a me trovo

***


Ora. Sono circa due settimane che provo a scrivere questa stronzata senza riuscire a concluderla. Chi mi trovavo davanti? Non il vicino, ovvio, sarebbe stato troppo scontato. E qui gli snodi narrativi ovvi e scontati non li vogliamo neanche nominare. Al mio cospetto avrei trovato una creatura sfuggente, qualcosa di simile al mutaforma di "Star Trek-Deep Space Nine". Anzi no. Una specie di entità liquida, con un'essenza immutabile versata in un recipiente (il corpo) in continua trasformazione. La creatura entra senza che io la inviti a farlo e si presenta dicendo di essere il Dialogo. Io sono un pò incredulo e un pò incazzato. Gli spiego che Walter è più di anno che ripete che il Dialogo non c'è più, che è morto.
Solo fumo negli occhi, dice lui. Dice che con Walter e Silvio lui non ha mai avuto nulla a che fare, neanche quando entrambi lo usavano per far credere a tutti di essere in una nuova stagione della politica, ma è vivissimo e vegeto (e si dà una strizzatina tra le gambe mentre lo dice). Che lui non può esserci dove non si ha voglia di ascoltare o dove non si hanno idee da sostenere e Silvio non ha alcuna voglia di ascoltare e Walter non ha una cazzo di idea che sia una. Che se Walter avesse avuto un'identità avrebbe dovuto incazzarsi per un mostro giuridico come il reato d'immigrazione clandestina o per le impronte digitali ai bimbi Rom; e invece lo ha fatto solo quando si è ricominciato a parlare di giudici e processi, probabilmente per paura di essere scavalcato da Tonino. E si continuava con il Dialogo a spiegarmi che l'Italia non è né di destra né di sinistra, ma solo meschina, avida di briciole e noncurante del bene collettivo, miope nei confronti del futuro e amnestica nei confronti del passato. Insomma, una di quelle tirate che, quando a farle sono altri, tra la loro prima parola e il mio primo vaffanculo non si fa in tempo a battere le ciglia. Il tutto si doveva concludere con:
  • un rumore di pesanti stivali che calpestano le scale del condominio.

  • Il Dialogo che, con un certo allarme nella voce, mi chiede di andare in bagno

  • La mia porta che viene di nuovo martellata e quando la apro scopro che a bussare è un ufficiale dell'esercito (altra grande idea di Silvio che Walter ha avversato sbadigliando e poco più) e altri ce ne sono sparsi per il condominio a suonare alle restanti porte. Mi chiarisce che stanno cercando un pericoloso terrorista che si fa chiamare Dialogo di cui non può mostrarmi foto perchè indossa una maschera dissimulante; entra a perquisire nonostante le mie richieste di un mandato (Siamo l'esercito. Il mandato non è necessario, tuona in risposta alle mie proteste). La luce accesa nel bagno lo insospettisce, entra e con sua grossa delusione -e mia sorpresa- non trova nessuno. Esce raccomandandomi di avvisare il comando nel caso avvistassi qualcuno di sospetto.

  • Resto sulla soglia imminchionito, pensando a quanto è Borgesiana una realtà in cui ci si può trovare a dialogare con il Dialogo in persona


Ma non sono Orwell. E neanche Terry Gilliam. Quindi:
That's all folks.

18 giugno 2008

Il giorno della volpe

Download Day 2008C'è tempo fino alle 20.16 di oggi per scaricare la nuova versione di Firefox e aiutare la community a stabilire il record di download in un solo giorno. Che ci fate ancora qua? Andate e moltiplicatelo.